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Selezione di volumi Aseq Editrice

Selezione di volumi

Atlante dei Luoghi Misteriosi d’Italia

Atlante dei Luoghi Misteriosi d’Italia

Autore/i: Bongiorni Francesco; Polidoro Massimo
Editore: Bompiani
pp. 162, nn. ill. a colori, Milano

Un’antica spada conficcata nella roccia nel senese, misteriose macchine anatomiche esposte in una cappella napoletana, un affascinante palazzo veneziano funestato da una maledizione: molti sono i luoghi d’Italia che custodiscono una storia segreta che affonda in antiche leggende o in misteri più recenti.

Massimo Polidoro percorre la penisola da nord a sud e descrive questi luoghi svelandone i fenomeni in apparenza non scientifici, smontandone i miti nati dalla fantasia popolare. O forse no, almeno non del tutto, perché in queste storie si trova anche il cuore dell’uomo con i suoi meccanismi misteriosi, destinati forse a sfuggirci sempre. E dove non arrivano le parole, provano a spingersi le illustrazioni di Francesco Bongiorni, con le loro atmosfere enigmatiche ed essenziali.

Il Giornale dei Misteri N. 541 Gennaio-Febbraio 2019

Il Giornale dei Misteri N. 541 Gennaio-Febbraio 2019

Autore/i: AA. VV.
Editore: I Libri del Casato
pp. 64, ill. b/n, Siena

Sommario

L’EDITORIALE di Francesca Vajro

LE VOSTRE LETTERE di Autori Vari

PARAPSICOLOGIA – RICERCA SPIRITUALE

UNO SGUARDO SUL MONDO a cura di Giulio Caratelli

APPARIZIONI SUI CAMPI DI BATTAGLIA di Michele Dinicastro

DON GIUSEPPE, INVIATO SPECIALE a cura di Elio Pastore (13)

VITA PRIMA DELLA VITA di Mara Morini

VITTORIO PERRONE di Giulio Caratelli

GLI SPIRITI DI GETALSA di Biagio Filardi (5)

LA MENTE E I SUOI POTERI di Stefano Mayorca (20)

SCIENZA E NATURA

IL PATRIMONIO GENETICO DEGLI ITALIANI di Maria Luisa Felici

IL DETECTIVE DELLA SCIENZA a cura di Massimo Valentini

L’AVARIZIA. UNA MISERIA INTERIORE di Loris Pinzani

SOCIETÀ

INVESTIGAZIONE SCIENTIFICA E SCENA DEL CRIMINE di Federica Baldi

GLI INSORGENTI. RUBRICA SUI COSTUMI E SULLA LINGUA.
NOTIZIE DI CRONACA di Isidoro Sparnanzoni

SIMBOLI E MITI

LE PREVISIONI ASTROLOGICHE 2019 di Susanna Rinaldi

STRANE PIETANZE E INCONSUETI MANICARETTI di Franco Astolfi

LA TRAGEDIA DELLA GUSTLOFF di Massimo Valentini

I “PADRONI DEL LUOGO” di Giuseppe Campisi

UFOLOGIA

PATAGONIA 1579: AVVISTAMENTO DI UN UFO

UFO NEWS a cura di Autori Vari

Piero della Francesca

Piero della Francesca

Autore/i: Venturi Adolfo
Editore: Giorgio & Piero Alinari
pp. 86, 72 tavv. b/n f.t., Firenze

Estratto dal testo.

Oggi la critica storica ha compresa la definizione che Fra’ Luca Pacioli dette di Piero: «monarca della Pittura a’ suoi dì, segnalando il grande influsso del pittore di Borgo su tutta l’arte italiana dell’Emilia e del Veneto, della Toscana meridionale, come dell’Umbria, delle Marche e delle Romagne, dalla corte degli Estensi alla bottega di Giambellino, dalla turrita Cortona alla reggia di Federico da Montefeltro, dal tempio malatestiano alla cittadella forlivese degli Sforza e al santuario di Loreto. E da quei luoghi si estese la riforma pierfrancescana su Roma e Viterbo, su Napoli e Messina, dal palazzo vaticano alla cappella Mazzatosta, dagli anonimi affreschi di Monteoliveto in Napoli alla pittura rinnovatrice di Antonello. Ma il grande maestro ha lasciato indelebili profonde tracce dell’arte sua, non ricordi della vita….

Un Paese Immaginario: Anticoli Corrado

Un Paese Immaginario: Anticoli Corrado

Autore/i: AA. VV.
Editore: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato/Libreria dello Stato
A cura di Umberto Parricchi pp. XXII-390, 334 tavv. a colori e b/n f.t., Roma

Sommario

Fulco Pratesi, Anticoli Corrado e l’Alta Valle dell’Aniene

Gli anfibi e i rettili dei monti Ruffi. Appendice a cura di Massimo Capula

Tullio De Mauro e Raffaella Petrilli, Storia civile e linguistica di Anticoli Corrado

Ludovico Quaroni, L’architettura spontanea e il contesto urbanistico di origine medievale

Quattro antiche iscrizioni latine. Appendice a cura di Ivan Di Stefano Manzella

Federico Zeri, Un riflesso di Piero della Francesca nella Chiesa di San Pietro

I restauri della Chiesa di San Pietro. Appendice a cura di Jacopo Recupero

Maurizio Marini e Maurizio Fagiolo, L’ambiente e gli artisti

Testimonianza sulle fotografie di Anticoli Corrado.
Appendice a cura di Michele Falzone del Barbarò

I modelli di Anticoli Corrado. Appendice a cura di Patrizia Iscariotti

Jacopo Recupero, Arturo Martini: talento e destino

Otello Lottini, Rafael Alberti: il sogno e la memoria

Umberto Parricchi, Mito e realtà di Anticoli Corrado

Viaggio in Oriente di un Nobile del Quattrocento

Viaggio in Oriente di un Nobile del Quattrocento

Autore/i: Milliaduse d’Este
Editore: Utet
A cura di Alda Rossebastiano e Simona Fenoglio pp. 152, ill. a colori e b/n, Torino

Estrato dalla Presentazione

Proponiamo nelle pagine che seguono il resoconto del viaggio in Terra Santa compiuto tra il 1440 e il 1441 da Milliaduse d’Este, figlio di Nicolò III signore di Ferrara, Forlì, Modena e Reggio. Tra le molte relazioni di pellegrinaggio giunte fino a noi questa, conservata in un manoscritto inedito della Biblioteca Estense di Modena, si distingue per la personalità del viaggiatore, membro di una delle famiglie italiane più insigni del tempo, erudito di rilievo ed ecclesiastico per obbligo più che per convinzione, partito per la Terra Santa con il prestigioso incarico di scortare strada facendo la figlia del marchese del Monferrato verso Cipro, dove si sarebbero celebrate le sue nozze con il re dell’isola.
Le particolari circostanze del viaggio e i vivaci interessi culturali di Milliaduse conferiscono al racconto, vergato da un ecclesiastico del suo seguito, un carattere originale, nel quale la componente devozionale passa in secondo piano rispetto all’osservazione attenta e curiosa del paesaggio, degli edifici, degli animali esotici, dei costumi e della lingua di un mondo diverso e affascinante. La cultura araba, messa a confronto con quella latina, dischiude meraviglie e riserva continue sorprese sulle quali Milliaduse riferisce con la precisione, la curiosità e l’interesse di un etnologo ante litteram, con l’animo sgombro da pregiudizi e pronto a vivere appieno, prima ancora che la tradizionale esperienza religiosa del pellegrino, quella universalmente umana dell’incontro e del dialogo fra civiltà.

Lettere della Prigionia

Lettere della Prigionia

Autore/i: Moro Tommaso
Editore: Bollati Boringhieri
Traduzione di Maria Teresa Pintacuda Pieraccini pp.128, Torino

In queste lettere, scritte da Tommaso Moro durante i mesi di reclusione nella Torre di Londra, possediamo il documento storico di prima mano del dramma del grande umanista. Un dramma che, nel suo esito sanguinoso, sgomentò e colpì la coscienza dell’Europa cristiana del sedicesimo secolo.
L’epoca nella quale il Moro visse, fu un’epoca di grandi innovazioni e di crisi, che culminarono nella divisione religiosa dell’Europa, nella formazione dei moderni Stati nazionali. I fattori di lento sviluppo della situazione e i movimenti sussultori, politici sociali religiosi, contribuirono tutti insieme alla formazione inopinata e «improvvisa» (come l’ha chiamata Jacob Burckhardt) dell’enorme potere di una nuova potenza, lo Stato, sulla vecchia, la Chiesa.

Dialogo della Divina Provvidenza

Dialogo della Divina Provvidenza

Autore/i: Caterina Da Siena
Editore: Città Nuova
Traduzione, introduzione, note a cura di Angelo Belloni pp. 466, Roma

La perenne attualità del pensiero di Caterina da Siena appare quanto mai evidente in questa nuova edizione del Libro di Caterina da Siena, conosciuto come il Dialogo della divina Provvidenza. La nuova versione in italiano corrente dell’opera scritta nel volgare senese trecentesco riesce infatti ad aprirci a percorsi antichi e nuovi insieme che stanno alla base della vita cristiana. Sono gli itinerari a tappe ben definite di chi intende vivere il Vangelo in tutta la sua radicalità: la via della conoscenza di sé e di Dio, la via della preghiera e della perfezione dell’amore, la via delle lacrime e della provvidenza, la via della Parola e della Chiesa. Senza mai perdere di vista l’essenziale che è l’amore stesso in quanto vita di Dio, l’autrice vede irradiarsi da esso prima il disegno della creazione e poi quello della salvezza in cui tale amore si manifesta pienamente, per coinvolgere e riportare a sé anche il cuore più duro.

Gli Etruschi nel Mondo Antico

Gli Etruschi nel Mondo Antico

Autore/i: von Vacano Otto-Wilhelm
Editore: Cappelli Editore
traduzione e introduzione di Riccardo Landau. pp. 208, nn. tavv. b/n f.t., Rocca San Casciano

Otto-Wilhelm von Vacano, uno studioso tedesco che da 25 anni si dedica alle ricerche archeologiche in Grecia e in Italia, è autore di numerose opere sull’antichità greca ed etrusca.
Nell’opera che presentiamo Von Vacano ha cercato di uscire dal solito schema dei libri divulgativi sul mistero che circonda il popolo etrusco, ed è riuscito a dare un quadro tracciato con coraggio e con ricchezza di tinte, in cui si vede la posizione degli etruschi nel mondo mediterraneo dell’antichità.
Dalle pagine di questo libro ci appaiono uomini silenziosamente laboriosi, ma crudeli verso gli sconfitti; indulgenti e pazienti come i primi cristiani, ma nello stesso tempo timorosi e superstiziosi fino all’inverosimile; ingenui tanto da far dubitare della loro civiltà e saggi al pari dei migliori tra gli elleni. Sempre però è questo un quadro alFascinante di un popolo straordinario, di cui la civiltà e la storia non perdono mai attualità.

L’Art des Jardins Japonais

L’Art des Jardins Japonais

Autore/i: Hrdlička V.; Hrdlička Z.
Editore: Gründ
Photographies par Z. Thoma pp. 192, 284 ill. a colori e b/n, Paris (France)

L’art des jardins au Japon a une même origine que ses autres formes d’art: les modèles esthétiques furent empruntés à la Chine. En ce qui concerne particulièrement l’art des jardins, cette architecture alliant le végétal au minéral s’implanta vraiment dans le pays nippon par l’entremise des Coréens. Mais, ce n’est qu’au VIIIe siècle que le Japon devint véritablement un état politiquement et socialement structuré. Très tôt, les Japonais avaient su s’inspirer des coutumes chinoises, assimiler leur art, et utiliser ces apports étrangers pour élaborer une civilisation nationale, originale et puissante. Plus qu’en Chine, où la religion se limitait à un syncrétisme vague entre confucianisme, taoisme et bouddhisme avec pour dieu supreme: l’Empereur, le Japon sut créer une sorte de religion d’état, où shintoisme et bouddhisme pouvaient fort bien coexister et se cristalliser autour de la personne impériale. Ces aspects religieux et les doctrines philosophiques tinrent une large piace dans l’architecture des jardins.
Pour les Japonais, les jardins représentent beaucoup plus qu’un simple espace ordonné pour l’agrément des sens: ce sont toujours des constructions symboliques, des endroits propices à la méditation, des lieux réservés à diverses cérémonies: celle du thé par exemple. Même dans une surface de quelques dizaines de mètres carrés, un jardin nippon doit offrir un microcosme religieux et esthétique: les montagnes, les eaux, l’alliance subtile d’essences choisies et de pierres soigneusement retenues pour leurs teintes ou leurs formes, doivent être immédiatement reconnues, intellectuellement et spirituellement appréhendées par un visiteur japonais. Le monde végétal occupe aussi dans les jardins japonais une place faite toute de subtilité «artistique»: érables appréciés surtout pour le pourpre automnal de leurs feuilles, cerisiers goutés pour leurs fleurs printanières, iris, volubilis, glycines, camélias indispensables à un équilibre naturel organisé, faisant autant appel au creur qu’à l’esprit.

La Belle Epoque

La Belle Epoque

Autore/i: AA. VV.
Editore: Gherardo Casini Editore
pp. 418, nn. ill. b/n, Roma

Celebri artisti e donne fatali, re, generali, uomini politici avventurieri e simpatici gaudenti sono i personaggi, protagonisti e comparse, di questo eccezionale documento di un’epoca in cui la vita fu spettacolo e lo spettacolo fu vita. Cinquant’anni di meravigliose conquiste nell’ arte e nella scienza, di avventure, di scandali raccontati con agile precisione dai più arguti scrittori di tre generazioni. Un’eccezionale cavalcata attraverso la poesia, il teatro, la moda, la cronaca e i passatempi della Parigi degli ultimi decenni del secolo.

Apocrifi del Nuovo Testamento

Apocrifi del Nuovo Testamento

Autore/i: AA. VV.
Editore: Utet
A cura di Luigi Moraldi Vol. I pp. 932, ill. b/n f.t., vol. II pp. 933-2022, ill. b/n f.t., Torino

Indice

Vol. I

Introduzione
Nota bibliografica

VANGELI DELLA NATIVITÀ E DELL’INFANZIA

Natività di Maria o Protovangelo di Giacomo

Natività di Maria (versione armena incompleta) 

Vangelo sulla nascita di Maria

Dell’infanzia del Salvatore (cod. Arundel 404 e cod. Hercford 0.3-9)

Vangelo dello Pseudo Matteo

Vangelo di Tomaso

Vangelo arabo sull’infanzia del Salvatore.

Storia di Giuseppe falegname

VITA PUBBLICA DI GESÙ

Frammenti di Vangeli perduti

Frammenti di testi copti 

Papiri frammentari

Il Vangelo di Maria

Àgrafa di Gesù

Vangelo copto di Tomaso

Vangelo di Pietro

Memorie di Nicodemo

Vangelo di Gamaliele 

Narrazione di Giuseppe da Arimatea

Ciclo di Pilato

Vangelo di Bartolomeo

Libro della risurrezione di Gesù

Ciclo sulla dormizione della Madonna

Indice delle tavole

Vol. II

ATTI DEGLI APOSTOLI

Atti di san Pietro

1. Ms. di Vercelli

2. Martirio di san Pietro

3. Frammenti copti del Museo Borgiano

4. Frammento copto di Berlino

5. Frammenti

6. Atti dei beati apostoli Pietro e Paolo dello Ps.Marcello

Atti di san Paolo

1. Atti di Paolo e Tecla

2. Papiro copto di Heidelberg

3. Papiro greco di Amburgo e pap. copto di Bodmer

4. Martirio di Séin Paolo apostolo

Atti di san Giovanni

1. Atti del santo apostolo ed evangelista Giovanni, il Teologo

2. Testi frammentari

3. Atti di Giovanni del diacono Procoro (sunto)

Atti di san Tomaso

Recensione siriaca (e greca)

Atti di sant’Andrea

1. Miracoli del beato Andrea apostolo

2. Martirio di sant’ Andrea apostolo

3. Codice vaticano gr. 807 e petroburgense cesareo gr. 94

4. Codice vaticano gr. 808 

5. Papiro copto di Utrecht

6. Frammento copto della Bodleian library

MEMORIE APOSTOLICHE DI ABDIA PRIMO VESCOVO DI BABILONIA

Libro I

Libro II

Libro III

Libro IV

Libro V

Libro VI

Libro VII

Libro VIII

Libro IX

Libro X

SUNTI DI ATTI DEGLI APOSTOLI

Atti di Andrea e Matteo nella città degli antropofagi

Atti di Andrea, Paolo e Filemone .

Atti dei santi apostoli Pietro e Andrea 

Atti e martirio dell’apostolo san Barnaba

Atti armeni di Bartolomeo

Atti di Filippo

Atti di san Marco

Martirio del santo apostolo Matteo

Gli atti slavi di Pietro

Atti di Pietro e Paolo

Atti di Taddeo uno degli apostoli

LETTERE

Lettera di Lentulo

Corrispondenza tra Abgar e Gesù

Lettera degli apostoli

Lettera del Signore nostro Gesù Cristo

Corrispondenza apocrifa di san Paolo

1. Lettera ai Laodicesi 

2. Lettera agli Alessandrini

3· Lettera dci Corinzi a Paolo e di Paolo ai Corinzi

4. Corrispondenza tra Seneca e Paolo

Epistola di Tito discepolo di Paolo

APOCALISSI

Apocalisse di Pietro

Apocalisse di Paolo

Abbaton, angelo della morte (sunto)

Apocalisse di Esdra 

Apocalisse di Tomaso

Apocalisse di Giovanni

Indice dei nomi 

Indice degli argomenti principali

Memorie di Luigi XIV

Memorie di Luigi XIV

Autore/i: AA. VV.
Editore: Paolo Boringhieri
Traduzione di Gigliola Pasquinelli pp. 282, Torino

Estratto dal testo.

Anno 1661

Libro primo

Figlio mio, molte ragioni, e tutte assai importanti, mi hanno fatto risolvere a lasciarvi, con gran lavoro per me, in mezzo alle mie più gravi occupazioni, queste Memorie del mio regno e delle mie principali azioni. Non ho mai pensato che i re, sentendo, come sentono, in sé tutte le tenerezze paterne, siano dispensati dall’obbligo comune dei padri, che è quello d’istruire i figli con l’esempio e col consiglio. Mi è parso al contrario che nell’alto rango in cui siamo, voi ed io, un dovere pubblico si unisca al dovere di privato, e che infine, non essendo tutto l’ossequio che ci è reso, tutta l’opulenza e lo splendore che ci circondano altro che ricompense unite dal Cielo stesso alla cura dei popoli e degli Stati che esso ci confida, questa cura non sia abbastanza grande se non va oltre noi stessi, facendoci comunicare tutti i nostri lumi a colui che deve regnare dopo di noi.
Ho sperato anche che in questo compito avrei potuto essere utile a voi, e quindi ai miei sudditi, piu di chiunque altro; giacché coloro che potrebbero avere più capacità e più esperienza di me, non hanno regnato, e regnato in Francia; e oso dire che più l’ufficio è elevato, più vi sono cose che non è possibile vedere né conoscere se non occupandolo….

Canzoniere

Canzoniere

Autore/i: Lorenzo de’ Medici
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
A cura di Paolo Orvieto pp. LII-314, Milano

Fra il Trecento e il Cinquecento numerosi autori traggono ispirazione dal Petrarca e danno vita a una vera e propria tradizione letteraria; le raccolte di rime note col nome di «canzoniere» toccano il tema amoroso da angolature diverse, ma il riferimento ai modi petrarcheschi, il radicarsi della poesia in un’unica e costante esperienza di amore esasperato e insanabile fanno del «canzoniere» un sistema chiuso privo di sviluppo interno, un esercizio letterario spesso fine a se stesso.

Diverso a tutti gli effetti è il Canzoniere che qui presentiamo, caratterizzato com’è da un continuo, caparbio e profondo lavoro sulle componenti tematiche, lessicali, stilistiche. Nei quasi vent’anni dedicati al Canzoniere Lorenzo parla, apparentemente, soltanto di un’ininterrotta storia d’amore, in realtà passa dall’apprendistato alla maturità poetica, muta i propri punti di riferimento letterari, infrange il primato dei poeti legati al precedente regime oligarchico. Tradisce Petrarca per riscoprire Dante e lo Stil Novo, Orfeo e la teologia ermetica, ma soprattutto abbandona una concezione tutta medievale (e prima ancora classica) dell’amore come «insana follia» e la sostituisce con quella dell’Eros salvatore, di marca neoplatonica. L’Amore umano diviene progressivamente solo il segno dell’amore divino, la forza che, eccitata e infiammata dal raggio del Dio-Sole, a lui ci ricongiunge mentre ci perde al mondo.

Nella meditazione poetica di Lorenzo si rendono sempre più evidenti Marsilio Ficino e la sua opera, ma col neoplatonismo avanza anche una concezione della religione, della funzione del poeta-filosofo-vate che esalta indirettamente il ruolo politico primario occupato dai Medici a Firenze, annienta la tradizione culturale e politica delle famiglie antimedicee, emargina il papato. Nel linguaggio «cifrato» delle rime d’amore il Canzoniere ci offre, in definitiva, lo specchio di un travaglio che è personale non meno che letterario, filosofico e religioso non meno che politico.

L’edizione del Canzoniere (l’unica completa attualmente reperibile e la più aggiornata dal punto di vista filologico) si avvale per la prima volta di un commento vasto e minuzioso che, testo dopo testo, ricostruisce la complessa trama culturale che intorno all’opera del Magnifico si intreccia.

 

Gli Etruschi in Maremma

Gli Etruschi in Maremma

Popolamento e attività produttive
Autore/i: AA. VV.
Editore: Silvana
Edizione per conto del Monte dei Paschi di Siena.
Introduzione e cura di Mauro Cristofani pp. 286, nn. ill. a colori e b/n, Milano

Sommario

Introduzione, Mauro Cristofani

L’ambiente naturale, Andrea Ciacci

Geologia

Morfologia

Giacimenti minerari

Idrologia

Clima

Suoli

Vegetazione e fauna

Per una ricostruzione dell’antico quadro ambientale

Note

Il popolamento, Mauro Cristofani

Introduzione

La protostoria

La civiltà urbana

Demografia e storia

Note

Vulci, Anna Maria Sgubini Moretti

La città, le necropoli e il territorio

Nota bibliografica

La valle del Fiora, Adriano Maggiani

Castro

Poggio Buco

Pitigliano e Sorano

Sovana

Nota bibliografica

La valle dell’Albegna, Mauro Cristofani, Maurizio Michelucci

Orbetello

Marsiliana

Talamone

Magliano

Saturnia

Nota bibliografica

Roselle, Piera Bocci Pacini

La città

Le necropoli

La cultura

Nota bibliografica

La valle dell’Ombrone, Andrea Ciacci

Nota bibliografica

Vetulonia, Maurizio Michelucci

La città

Le necropoli

La cultura

Nota bibliografica

Populonia, Marina Martelli

La città

Le necropoli

La cultura

Nota bibliografica

Le attività produttive, Mauro Cristofani, Edilberto Formigli

L’agricoltura

Le coltivazioni minerarie e la metallurgia

Gli scambi

La monetazione

Note

Le manifestazioni artistiche, Marina Martelli

Fra geometrico e orientalizzante

Il primo arcaismo

Il tardo arcaismo

Il periodo classico e post -classico

Dopo la conquista di Roma

Note

Delle Passioni

Delle Passioni

Considerate come cause, sintomi e mezzi curativi dell’alienazione mentale
Autore/i: Esquirol J.E.D.
Editore: Marsilio
A cura di Mario Galzigna.
Traduzione dal francese di Francesco Fonte Basso pp. 212, XXV tavv. b/n, Venezia

Parigi 1805: la tesi di dottorato di Esquirol (1772-1840) è uno dei testi inaugurali della psichiatria moderna. L’autore, in quegli anni, svolge la sua attività clinica nel grande asilo della Salpetrière e in una piccola casa di cura per alienati benestanti, da lui fondata e diretta: in questi primi «laboratori» si sperimenta una nuova tecnologia dell’anima; la vecchia medicina della mente, calata nella realtà manicomiale, diventa psichiatria. Questo evento non è soltanto l’esito di una riscoperta storica: è vissuto intensamente anche dai contemporanei. Le lezioni di clinica delle malattie mentali, tenute da Esquirol alla Salpetrière, attirano un folto pubblico: studenti, curiosi, medici, filosofi, uomini di cultura. Anche il pittore neoclassico, sedotto dal fascino di questo evento, entra nella «casa dei pazzi», mettendo la sua arte al servizio di un sapere: cerca forse, nel manicomio, il rovescio e i segreti di quella normalità che così tenacemente, nei suoi quadri, è riuscito a idealizzare. Da questa strana congiuntura – l’incontro tra Esquirol e i neoclassici – nasce l’iconografia manicomiale. Il messaggio di Des Passions è insieme semplice e profondo: nel manicomio troverete «le stesse passioni» che abitano la mente dell’uomo normale, «le stesse idee, gli stessi errori», spinti all’eccesso, non governati dalla forza della ragione. La tesi sulle passioni è l’emblema di quell’ottimismo terapeutico, di matrice illuminista, che la pratica manicomiale successiva si incaricherà di spegnere. La guarigione, qui, è il risultato di un’azione congiunta sul corpo e sull’anima dell’alienato: un’azione che si affida all’efficacia della relazione tra medico e paziente, garantita dalla cura morale; un’azione che individua nella struttura asilare solo una cornice necessaria, non ancora lo strumento fondamentale. La psicanalisi, molto più tardi, cercherà di raccogliere questa sfida.

Baldassar Castiglione

Baldassar Castiglione

La sua personalità. La sua prosa
Autore/i: Rossi Mario
Editore: Laterza
pp. 116, ill. b/n, Bari

Estratto dal testo

Raffaello ha forse colto nel grande ritratto del Louvre il segreto più profondo dell’anima e della vita del suo fraterno amico.

Impossibile gettar gli occhi su quel nobile volto senza sentirsi in presenza di un alto e melanconico cuore.

La vasta fronte pensosa e serena -; i grandi luminosi occhi pieni di morale chiarezza, e anche però un poco stanchi e ombrati di sogno, non abituati per certo a scrutar sicuri la realtà prosaica ed aspra della vita, nè a sollevarsi con fede ardente verso remoti mondi ideali -; la bocca, lievemente forse pur essa ombrata di melanconia, e segnata nondimeno di una grande segreta dolcezza -, della cara e commovente dolcezza, che i cuori a lungo vissuti dentro la purezza dei loro affetti e dei loro sogni si portano dentro talvolta dalla lontana fanciullezza sino ai più tardi anni del loro vivere, e di cui l’arcana spiritualità delle labbra, sotto il suggello del silenzio misteriosamente pensose e soavi, è una delle espressioni nel volto umano più commoventi e suggestive -; l’abbandonato e stanco posar delle mani, prese anche esse dentro quel moto di assorta contemplazione, nel quale l’anima s’è chiusa-; tutto riconduce a quel dominante motivo di interiore nobiltà, di armoniosa signorilità, di assorta e un poco dispersa melanconia, che costituisce, come vedremo, il fondamentale motivo della personalità del Castiglione….

Le Città Etrusche

Le Città Etrusche

Autore/i: Boitani Francesca; Cataldi Maria; Pasquinucci Marinella
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
Introduzione di Mario Torelli. Coordinamento di Filippo Coarelli pp. 336, 357 ill. a colori e 62 cartine, Milano

Da alcuni decenni gli Etruschi godono presso il cosiddetto «grande pubblico» di una popolarità straordinaria, che non accenna a scemare. Chi volesse sincerarsene non avrebbe che a consultare i cataloghi delle numerosissime mostre (ultima quella di Milano: 1973), e le pubblicazioni di ogni genere, livello e qualità che hanno illustrato in ogni aspetto questo antico popolo dell’Italia centrale. Non è qui il luogo per approfondire le cause di questo interesse, che non sono diverse da quelle che hanno determinato l’attuale «boom» editoriale dell’archeologia. Va invece sottolineata una curiosa lacuna: per strano che ciò possa sembrare, mancava finora uno strumento di base, quale una guida completa ed aggiornata di tutta l’Etruria storica, con un testo scientificamente ineccepibile, e allo stesso tempo privo di tecnicismi riservati agli «addetti ai lavori», accessibile quindi a tutti: dotato inoltre di un apparato illustrativo completo (fotografie, carte, piante di città), tale da renderlo utilizzabile come vera e propria «guida» sul terreno, e insieme come libro di consultazione e di informazione.
Il volume «Le città etrusche» mira appunto a colmare questa lacuna. Il testo è dovuto a noti specialisti, i quali, per la loro esperienza diretta e aggiornata della materia, sono stati in grado di fornire un lavoro di prima mano, dove confluiscono tutti gli aspetti di una ricerca in continua evoluzione. Alcuni dei centri illustrati sono ancora in corso di scavo, o pochissimo noti;
i dati sono spesso inediti, o pubblicati (a volte in via solo preliminare) su riviste specializzate. Il panorama dell’Etruria propria (dall’Arno al Tevere, dagli Appennini al Tirreno) che ne risulta è dunque quanto di più aggiornato e completo sia oggi a disposizione del pubblico. Gli autori sono inoltre riusciti a presentare questa difficile, complessa e spesso sfuggente materia in modo piacevole e privo di tecnicismi, senza rinunciare in alcun modo al rigore scientifico che essa richiede.
Precede un’ampia introduzione di Mario Torelli, nella quale sono lucidamente sintetizzati i vari aspetti della civiltà etrusca: dalla storia alla struttura sociale, dall’arte alla religione. Segue, da nord a sud, la descrizione dell’Etruria settentrionale, dovuta a Marinella Pasquinucci,
autrice anche dei testi che riguardano l’espansione etrusca nella Valle Padana e in Campania. L’Etruria meridionale, il cui testo
è curato da Maria Cataldi e Francesca Boitani, è percorsa da sud a nord: gli itinerari cioè sono concepiti a partire dalle due grandi città di Firenze e di Roma, che segnano effettivamente i limiti estremi dell’Etruria propria, e che sono sedi delle due Soprintendenze alle Antichità dell’Etruria. In esse si trovano anche i più importanti musei etruschi, quelli statali di Firenze e di Roma (Villa Giulia) e il Gregoriano (Vaticano). Di questi musei, che possono servire
di ottimo punto di partenza per una visita dell’Etruria, oppure di utilissimo consuntivo finale, si forniscono sintetiche ma dense e sostanziose descrizioni.

Palazzo Strozzi

Palazzo Strozzi

Il restauro dell’edificio di Gino Cipriani
Autore/i: Pampaloni Guido
Editore: Istituto Nazionale delle Assicurazioni
Introduzione di Mario Salmi.
Seconda edizione con aggiunte pp. 164, 6 tavv. a colori e 118 tavv. b/n f.t., 41 ill. b/n, Roma

Estratto dal testo.

Il fiorentino Palazzo Strozzi è stato da qualcuno definito «il palazzo più bello del mondo ». E forse lo è, se è il più bel palazzo del Rinascimento, il più bel palazzo della «pulcherrima civitas».

L’Istituto nazionale delle assicurazioni considera suo alto titolo d’onore averne la proprietà e assolvere i doveri che una tale proprietà comporta. È un munus publicum che pone l’Istituto in prima linea fra gli Enti ai quali spetta oggi di continuare la gloriosa tradizione di cultura e di favore per le arti degli antichi signori.
L’Istituto nazionale delle assicurazioni, quando divenne proprietario del palazzo, considerò suo impegno ridargli l’aspetto sul quale il tempo aveva duramente infierito ed eseguì grandi e difficili lavori di restauro.
Con amorosa cura l’Istituto volle altresì che al palazzo fosse data una destinazione degna del suo passato, della sua gloria e del suo prestigio, facendone la sede di studi sul Rinascimento italiano ed europeo, di manifestazioni ed esposizioni di alto livello artistico.

Ora l’Istituto nazionale delle assicurazioni, a coronamento delle celebrazioni del suo cinquantenario, diffonde nel mondo, con quest’opera, la conoscenza del prezioso monumento: le origini, le vicende, la struttura architettonica, il posto occupato nell’architettura rinascimentale, la storia e l’arte di Palazzo Strozzi.
L’opera si fregia del nome di un insigne storico dell’arte, di uno dei maggiori cultori e conoscitori del Rinascimento, il prof. Mario Salmi, il quale ha potuto avvalersi e giovarsi della collaborazione del dottor Guido Pampaloni, dell’Archivio di Stato di Firenze, specie per la ricostruzione documentale della storia della Famiglia e del Palazzo degli Strozzi, e dell’ing. arch. Gino Cipriani, già direttore dei Servizi immobiliari dell’INA, il quale ebbe a curare e realizzare il restauro dell’insigne edificio.

L’Istituto nazionale delle assicurazioni è lieto di affidare il durevole ricordo delle celebrazioni del cinquantenario a questo volume, che conferma dinanzi al mondo, attraverso l’illustrazione di un monumento impareggiabile, l’universale ed eterno valore dell’ arte italiana.

FRANCESCO SANTORO PASSARELLI
Presidente dell’Istituto nazionale delle assicurazioni

Roma, 27 giugno 1963

Da Dove Vengono i Miei Poteri?

Da Dove Vengono i Miei Poteri?

Autore/i: Manning Matthew
Editore: Armenia
Traduzione di Ugo Dettore pp. 196, ill. b/n f.t., Milano

Questo libro, forse, si potrebbe intitolare “Come nasce un medium”. Infatti Matthew Manning, che oggi ha ventidue anni, ci racconta con semplicità e schiettezza i graduali sviluppi delle sue facoltà durante la fanciullezza e l’adolescenza: passiamo così dai comuni fenomeni di poltergeist a manifestazioni estremamente complesse, almeno per il momento irripetibili. Lo stesso Uri Geller, ormai assurto a fama internazionale, non ha dimostrato di possedere una fenomenologia altrettanto varia e suggestiva quanto quella di Manning.

L’opera è di fondamentale importanza non solo per i singolarissimi avvenimenti di cui tratta, ma, soprattutto, per l’eccezionale attenzione che il giovane medium ha rivolto a se stesso nell’osservare e seguire gli sviluppi delle proprie facoltà, spesso intervenendo con l’acutezza dello scienziato ricercatore. A differenza delle biografie di grandi medium del passato, scritte dai soggetti in età ormai adulta, questo volume è il resoconto di un cammino appena iniziato, capace di raggiungere sviluppi che nessuno può ancora immaginare; ed è, perciò, un’avvincente lettura sia per lo specialista che per il semplice appassionato, densa di sorprendenti implicazioni e di nuove ipotesi di studio.

La Notte di San Bartolomeo

La Notte di San Bartolomeo

24 agosto 1572
Autore/i: Noguères Henri
Editore: Sugar Editore
Traduzione di Furio Belfiore pp. 240, Milano

Il 24 agosto del 1572, domenica, giorno di San Bartolomeo, un colpo isolato di archibugio e, subito dopo, i rintocchi delle campane a martello di tutte le chiese di Parigi segnarono l’inizio di una delle più spaventose ed efferate stragi che mai abbia visto la storia. Più di tremila ugonotti, tra cui l’ammiraglio Coligny, vengono barbaramente trucidati nella sola Parigi per ordine di Carlo IX, istigato dalla madre Caterina de’ Medici che vuole, in questo modo, annientare il partito dei protestanti e nello stesso tempo, addossando loro la colpa dell’infame strage, liberarsi della potente fazione dei Guisa. Atrocità di ogni genere vengono commesse, non solo contro i seguaci di Calvino, senza risparmiare vecchi, donne e bambini, ma anche contro tutti coloro verso cui gli esecutori dell’eccidio avevano qualche motivo di odio o di rancore. In questo libro vengno riportate le testimonianze di re o semplici borghesi, principi della Chiesa romana o ministri della religione riformata, gloriosi capitani o mercanti dei faubourgs parigini, testimonianze spesso contraddittorie ma che contribuiscono a costruire un quadro terribile e allucinante di questo avvenimento, che si inscrive in un contesto politico, diplomatico, filosofico e sociale di una rara complessità.

14 Lezioni sulla Filosofia Yoga

14 Lezioni sulla Filosofia Yoga

Autore/i: Ramacharaka Yogi
Editore: Napoleone
pp. 192, Roma

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Molti filosofi e studiosi, specialmente tra i moderni, hanno guardato e guardano con rispetto alla filosofia yoga, e ciò non stupisce se si considera che tutte le ricerche che si fanno, sull’uomo e sulle sue manifestazioni, inevitabilmente, approdano sulle rive della filosofia orientale; dimostrazione e conferma di una visione della vita, che, pur essendo ultramillenaria, non ha perso, attraverso i secoli, la sua attualità, perché considera essenzialmente la vera entità dell’uomo: il puro spirito.

La Messa nella Musica

La Messa nella Musica

Dalle origini al nostro tempo
Autore/i: Piovesan Alessandro
Editore: Edizioni Radio Italiana
pp. 182, Roma

Beati sono pure gli spiriti che sanno ritrovare la voce di Dio nella dolcezza del canto, affermava Scoto Eriugena.

Il canto liturgico, sino dalla primissima éra cristiana, aiutò la Chiesa a popolarsi d’amore, si diffuse nell’universo della grazia.

Svelava, del mistero del Dogma, le prime luci intelligibili. La musica, con il suo tumulto latente, favoriva i fedeli a vincere la natura esiliata sulla terra, avvicinandoli al grande spazio invisibile dominato da Dio. Provocava, secondo l’esatta definizione di San Dionigi, una forza vivificante che esercita una azione semplificatrice.

Parafrasando Dante o Jacques Maritain si potrebbe affermare che non genericamente l’arte, ma la musica fu svelata alle origini come la più alta «rassomiglianza naturale» dell’attività di Dio. Superò, per prima, la soglia della Chiesa confondendosi all’azione del rito, nella più intima segretezza della preghiera.

Tecniche della Meditazione Orientale

Tecniche della Meditazione Orientale

Autore/i: Lamparelli Claudio
Editore: Oscar Mondadori
pp. 432, Milano

In un mondo sempre più arroventato da una febbre violenta, la meditazione nata in Oriente sembra essere la via più efficace per promuovere quei valori della calma, dell’armonia, della non-aggressività ora più che mai necessari. La sua pratica si sta infatti sempre più diffondendo anche nel nostro paese. Questo volume illustra le principali tecniche della meditazione orientale secondo l’insegnamento delle grandi scuole del passato – dal taoismo allo zen – o dei maestri del presente, come Ramakrishna o Krishnamurti, senza dimenticare un accenno anche allo sciamanismo o ai metodi meditativi di cristianesimo, ebraismo e islam: vie diverse che giungono alla stessa meta. All’interno di queste tradizioni spirituali e religiose, che differiscono per fattori storici e culturali ma che racchiudono un nucleo comune, Claudio Lamparelli ricerca in particolare quegli elementi pratici immediatamente utilizzabili da parte di chi, ateo o credente, desideri riscoprire la propria profonda essenza, liberata dal dolore e dai condizionamenti.

L’Italia Prima di Roma

L’Italia Prima di Roma

Autore/i: Moscati Sabatino
Editore: Electa
Edizione per conto del Banco di Santo Spirito pp. 324, ill. a colori e b/n, Milano

Estratto dal Prologo

Questo libro è nato, nel proposito dell’editore e nell’adesione dell’autore, con l’intento di presentare un panorama a base archeologica dell’Italia prima di Roma: dal IX-VIII secolo a.c.,
quando la penisola emerge con i primi documenti scritti e con una serie di fenomeni etnico-politici ben differenziati alla luce della storia, fino al III-II secolo a.c., quando il livellamento culturale dell’ellenismo e la conquista militare di Roma unificano il territorio in dimensioni profondamente diverse. Un’opera del genere non esisteva; e in ogni caso l’incalzante apporto delle novità archeologiche era tale da rendere necessario lo sforzo di una valutazione d’insieme.
Ma perché l’opera non esisteva? Il fatto è che l’Italia prima di Roma è stata generalmente oggetto di analisi che si potrebbero definire «subordinate»: come introduzione alla storia di Roma e quasi come «altra faccia» di essa, da un lato; come appendice coloniale della storia greca per quanto attiene alle regioni meridionali, dall’altro. Né l’interesse da lungo tempo posto agli Etruschi modificava sostanzialmente tale stato di cose, perché focalizzava un popolo «predecessore» nella sua area e nel suo tempo, dando vita a un’isola di conoscenze che non annullava, e anzi quasi accentuava per contrasto, i larghi vuoti sussistenti all’intorno.

Qui s’inserisce come stimolo determinante il complesso davvero eccezionale delle recenti scoperte archeologiche. Esse evidenziano, in primo luogo, un altro grande popolo colonizzatore accanto ai Greci, i Fenici. Esse illuminano, in secondo luogo, una serie di culture locali delle varie regioni d’Italia che si affiancano agli Etruschi e con essi concorrono a costituire un panorama che è al tempo stesso vario ma organico, in quanto fa emergere dall’ombra sostanzialmente tutte le aree della penisola (e delle isole). Si aggiunga che le scoperte archeologiche evidenziano contatti, rapporti, influenze tra gente e gente e tra area e area, concorrendo determinare la necessità di un panorama organico.
Questa via, del resto, indicano ormai gli storici e gli archeologi più avvertiti. E dunque il tentativo della sintesi si spiega come un assaggio obbligato nel divenire degli studi, al fine di offrire ai lettori una «introduzione» organica all’Italia preromana….

Die Grossen Arcana des Tarot

Die Grossen Arcana des Tarot

Meditationen
Autore/i: Anonimo
Editore: Herder
Mit einer einführung von Hans Urs von Balthasar Vol. 1 pp. XXV-184, ill. b/n, vol. 2 pp XI-185-368, ill. b/n, vol. 3 pp. XI-369-536, ill. b/n, vol. 4 pp. XI-537-732, ill. b/n, Basel (Svizzera)

Vorwort des herausgerbers

Die Zeit für dieses Buch scheint gekommen zu sein. Man weiß nicht, worüber mansich mehr wundern soll, über die Umwege, die diese 22 Briefe “von jenseits des Grabes“ bis zu ihrem Erscheinen im Verlag Herder haben nehmen müssen, oder über die traumwandlerische Sicherheit, mit der sie bereits seit Jahren ohne jedeöffentliche Werbung ihre Adressaten finden – jene “Unbekannten Freunde“, an diesie gerichtet sind, Menschen aus vielen Ländern und Erdteilen, alte und junge, Anhänger eines katholisch-dogmatischen Glaubensbekenntnisses, Anhänger einestheosophischen oder anthroposophischen “freien Geisteslebens“ – beide auf der Suche nach dem, was das alte Wort “Weisheit“ meint. Um die ebenso sanfte wieunerbittliche Anziehung zu verstehen, die von diesen Meditationen ausgeht, mußman sich für eine Zeitlang in die Schule dieses Lehrers begeben. Es handelt sich indiesen Übungen, diesen “Exerzitien“ weder um Wissenschaft noch um Glauben….

L’Ascolto e l’Ostacolo

L’Ascolto e l’Ostacolo

Psicoanalisi e musica
Autore/i: Petrella Fausto
Editore: Jaca Book
pp. 286, fotografie a colori, ill. b/n, Milano

La collana Psyché pubblica non tanto volumi specialistici sulle singole discipline della psiche, quanto testi che ne interroghino i fondamenti e li intersechino con altri ambiti disciplinari. Così, nel libro che la inaugura, Fausto Petrella – psichiatra, psicoanalista e cultore di musica – tratta molti temi ineludibili che psicoanalisi e musica hanno in comune, come l’interpretazione, le forme dell’ascolto, il costituirsi del senso, l’impiego di strumenti, i modi con cui musica e parola mobilitano gli affetti. L’autore muove dall’esigenza di una chiarificazione concettuale e linguistica, per mostrare come tra ascolto clinico ed esperienza musicale sia possibile un circolo virtuoso di grande importanza nell’illuminare reciprocamente l’esperienza musicale e quella clinica. Ma l’esperienza psichica in sé ha, nel proprio cuore, una dimensione estetica e L’Ascolto e l’Ostacolo aspira ad essere letto, e ascoltato, al di fuori dei recinti tecnicistici, alla ricerca di un linguaggio trasparente senza gli esoterismi e le gergalità presenti in molta psicoanalisi come nella critica musicale.

L’Alfabeto della Fisionomia

L’Alfabeto della Fisionomia

Autore/i: Märker Friedrich
Editore: Garzanti
Traduzione dal tedesco di Anna Bianchi Simonetti pp. 272, 48 tavv. b/n f.t., Milano

Senza voler risalire ai Caratteri di Teofrasto o agli schizzi leonardeschi del Codice atlantico, la tradizione fisiognomica tedesca del Novecento prende l’avvio dai famosi e bizzarri Frammenti fisiognomici per il progresso della conoscenza e dell’amore degli uomini (1775-78) di Johann Caspar Lavater, amico e maestro elvetico di Goethe. Sulla linea di questi studi si colloca anche la ricerca di Friedrich Marker, sviluppata attraverso l’analisi fisiognomico-caratterologica di oltre un centinaio di personaggi noti, meno noti, famosi o famigerati, della storia passata e presente: Mussolini, Hitler, Himmler, Eichmann, ma anche Giovanni XXIII, D’Annunzio, Gandhi; Enrico VIII, Robespierre, Danton, ma anche Lenin, Stalin, Kruscev, De Gaulle; Tolstoj, Dostoevskij, Strindberg, ma anche il generale MacArthur, Giacomo Casanova e Greta Garbo.
Se, come sostiene Schopenhauer, ogni faccia è un geroglifo il cui codice di decriptazione ci portiamo dentro già bell’e fatto, la tipologia concreta di questo libro vuole appunto offrirci uno strumentario esemplificativo pratico, per poter procedere con più rapidità e sicurezza alla lettura dell’alfabeto fisiognomico. In altre parole: il corpo è l’immagine visibile dello spirito, e quindi lo studio dei tratti fisiognomici – volto, mimica, portamento – è rivelatore della vita interiore e del carattere del singolo, in una rete di interazioni, di osmosi tra parvenza somatica ed essenza dell’animo. Sanguigni, melancolici, collerici, flemmatici: ecco i quattro temperamenti tipici fondamentali che, a loro volta, si diramano in sottodistinzioni.
Esauriente e illuminante, l’indagine di Märker si avvale anche di una esemplare chiarezza d’esposizione, frutto di una profonda conoscenza della materia, acquisita dall’autore in quasi mezzo secolo di studi.

Teilhard de Chardin

Teilhard de Chardin

Cristianesimo ed evoluzione
Autore/i: Gosztonyi Alexander
Editore: Sansoni
Traduzione di Lapo Melani pp. 254, Firenze

Il punto centrale del pensiero di Teilhard de Chardin è l’uomo. Quando Teilhard studia il mondo nella sua forma attuale o la storia delle sue origini, lavora principalmente su quei fenomeni che stanno in relazione con l’uomo, o su quelle linee che convergono sull’uomo. Quando Teilhard parla di Dio, pensa soprattutto a quell’aspetto di Dio che questi rivolge all’uomo. Perciò la presente ricerca prende in considerazione, ai fini della comprensione dell’antropologia teilhardiana, tutto l’insieme delle sue concezioni.
La teoria antropocentrica dell’evoluzione, in particolare, è stata ricostruita sistematicamente in questo lavoro, e poiché Teilhard ha detto molte cose fondamentali anche nei suoi numerosi saggi, questa ricostruzione non si è basata soltanto sulla sua opera maggiore, Il fenomeno umano, ma anche su tutti gli scritti apparsi finora. I rimandi ai passi relativi faciliteranno coloro che vogliono intraprendere uno studio approfondito del pensiero di Teilhard.
Questa ricerca si prefigge soprattutto lo scopo di far comprendere il pensiero teilhardiano; tuttavia nel capitolo conclusivo vengono anche illustrati criticamente alcuni dei più importanti problemi sollevati dalla concezione generale di Teilhard.

Misteriosa Cantabile

Misteriosa Cantabile

Lettere a Hoki Tokuda
Autore/i: Miller Henry
Editore: Bompiani
A cura di Joyce Howard pp. 170, tavv. a colori e b/n f.t., Milano

Questo “romanzo epistolare” a una sola voce è in un certo senso il testamento sentimentale di Henry Miller, l’autore di Tropico del Cancro, Tropico del Capricorno, Rosea crocifissione e di tanti altri libri in cui si parlava un linguaggio che, per un certo periodo, ha fatto scuola: il linguaggio dei corpi liberati, con la messa tra parentesi del linguaggio dei cuori. Nel 1968 Miller conobbe Hoki Tokuda, una giapponese ventisettenne molto carina che si esibiva, cantando e suonando, in un locale di Los Angeles. Miller all’epoca contava settantacinque anni, aveva abbandonato l’Europa (la Francia era stata la sua seconda patria – il luogo, per lui, della rivelazione della libertà) ed era tornato alla pensionistica dimensione di un’ America infinitamente più noiosa. Di Hoki si innamorò perdutamente e cominciò a scriverle: lettere d’amore; lettere di rimproveri, lettere di esortazioni, di rimpianti, di dolore e rammarico. Ma niente sesso, o appena qualche accenno, delicatissimo, ai rari rapporti erotici concessigli da Hoki, che accettò di sposarlo ma continuò una vita nient’affatto “esemplare” sotto il profilo coniugale: il vecchio scrittore a casa, a giocare a ping-pong o a bere con gli amici, e a soffrire per l’assenza di lei, e Hoki dedita alla vita notturna, seduta fino all’alba al tavolo da gioco, a ubriacarsi, a starsene per mesi in Giappone. Insomma, più che altro un “matrimonio in bianco”. E un “romanzo epistolare” monocorde: a scrivere è sempre lui, che ringrazia la propria buona sorte e si sprofonda in atti di riconoscenza quando lei si degna di telefonargli, di inviargli una cartolina, insomma quando si ricorda di lui, per il quale prova affetto ma che non riesce ad amare. Si dovrebbe per questo tirarle la croce addosso? Si dovrebbe accusare Hoki di aver sfruttato il vecchio scrittore che ormai di scrivere le cose “sconce” di un tempo non aveva più nessuna voglia, e che del resto non era più in preda all’antico “demone” che aveva fatto di lui il paladino della “rivoluzione sessuale” e, negli anni parigini, l’ “Ariete” celebrato da Anais Nin? Si dovrebbe affermare che l’ha sposato soltanto per avere la cittadinanza americana? Crediamo di no. Semplicemente, come tanto spesso accade, Miller s’era preso una cotta spaventosa per una donna che non poteva essere del tutto sua, e da tempo ormai era un seduttore in disarmo, indebolito e incapace dei trionfali successi di un tempo. Un Casanova invecchiato, insomma, che inviava a Hoki i suoi acquerelli (in questo libro ne sono riprodotti alcuni), che si dichiarava al suo servizio e che, soprattutto, senza averne consapevolezza andava componendo con le sue lettere una struggente autobiografia. Da molto tempo non appariva un romanzo epistolare altrettanto crudo, sincero, atroce. Ed è un libro bellissimo, commovente: si assiste alla caduta di un eroe e, con lui, al crollo di tutto un costume, delle speranze (o utopie) della “rivoluzione”: quella rivoluzione che avuto nome avanguardia e che si è tradotta, oltre che in termini artistici e politici, anche nella speranza di nuovi e più liberi rapporti erotici, di un nuovo “secolo dei libertini”. Ma Henry Miller è stato (è morto nel 1980) la vivente dimostrazione che così non era, e che le speranze umane di affrancamento da antichi vincoli, proibizioni, catene, sono forse irrealizzabili.

Giovanna D’Aragona

Giovanna D’Aragona

Tra baroni, principi e sovrani del Rinascimento
Autore/i: Chiomenti Vassalli Donata
Editore: Mursia
pp. 190, 34 ill. b/n f.t., Milano

«Il Tempio alla divina signora Donna Giovanna d’Aragona » è il titolo della più famosa raccolta di versi amorosi dedicati dai poeti contemporanei alla duchessa Giovanna d’Aragona, moglie di Ascanio Colonna. Divino, infatti, fu nel Cinquecento qualificato chi eccelleva in un’arte o in una virtù; e Giovanna eccelse nella bellezza.
Per le sue eccezionali parentele e per le trame in cui tutta la sua vita fu coinvolta, dalla nascita fino alla morte, Giovanna d’Aragona è sembrata personaggio idoneo a lumeggiare la storia del suo tempo, un’età che rinnovò il culto pagano della bellezza, rese cinicamente accettabili i crimini più atroci e arse di lotte religiose.
Nipote e pronipote dei re aragonesi che diedero caduco ma massimo splendore al Regno di Napoli, Giovanna d’Aragona, per il suo sangue reale spagnolo, per la familiarità con principesse aragonesi fra le quali crebbe, per la grande fama della sua straordinaria bellezza, contrasse un orgoglio inflessibile. Da tale orgoglio scaturì la sua intolleranza per il marito Ascanio Colonna, che pure era figlio ed erede del massimo condottiero dell’epoca, le cui origini e i cui interessi gravitavano nell’orbita della Chiesa romana, un mondo quasi antagonista al cattolicesimo spagnolo di lei. Per un gioco della sorte (o per il filo conduttore di un più alto disegno) l’ultimogenito di una coppia tanto discorde fu Marcantonio Colonna, sul quale la madre riversò le ragioni di una vita sentimentalmente fallita e che riportò a Lepanto il massimo trionfo sui Musulmani, i grandi nemici della Cristianità, che nel recente passato erano stati sconfitti da un antenato di Giovanna d’Aragona, Ferdinando il Cattolico, e poi nuovamente dal cugino di lei, l’imperatore Carlo V. Anche l’altro protagonista di questo libro, Ascanio Colonna, è un personaggio nuovo e molto suggestivo, disponibile al tradimento, ma morto innocente. Il suo tristissimo destino può ricordare quello di un altro condottiero, il Carmagnola. Forse anche per questa particolare coincidenza, come nei precedenti libri dell’autrice, riaffiora il Manzoni, guida e modello per ogni storico.

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