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Selezione di volumi Aseq Editrice

Il Vangelo di Giovanni

Il Vangelo di Giovanni

Autore/i: Turoldo David Maria
Editore: Rusconi
pp. 198, Milano

Diversamente da quanto accade in Oriente, che, a differenza dell’Europa, ha fede, prega e, almeno in parte, si rifà a San Giovanni, in Occidente la comprensione del testo giovanneo è molto ardua per i fedeli, e ciò può portare a interpretazioni erronee, tanto da far sorgere il dubbio: quello di Giovanni è un Vangelo di rivelazione oppure la Parola di Dio, o addirittura Dio stesso si cela ulteriormente tra le righe?
Padre Turoldo ci aiuta a capire il messaggio di Giovanni, a penetrare il mistero di quelle che sono forse le pagine più ricche di spiritualità del Nuovo Testamento. Attraverso un’analisi dei vari passi e delle problematiche che essi pongono, scopriamo via via una stupenda realtà di fede: inseguendo Cristo in profondità, al di là delle apparenze, e senza rinunciare a credere. Anzi, finalmente consapevoli della natura dell’ essere credenti e dell’essere cristiani, nonostante la cultura occidentale – e qui Padre Turoldo compie una disamina acuta – non ci prepari a questo compito, a questa vocazione, condizionata com’è dal razionalismo greco e dal geometrismo cartesiano, senza tener conto di altri anacronismi. Accostandosi al mistero cristiano contemplato nella pienezza giovannea, per il mondo religioso occidentale sarà più agevole avvicinarsi, se non incontrarsi, con quello orientale.
Il presente – dice padre Turoldo – potrebbe essere veramente il tempo di Giovanni. Come Marco è servito per i Romani, Luca per i Greci, Matteo, per i Giudei, Giovanni deve ritornare a servire per l’Europa e l’Asia.

L’Amore di Sé

L’Amore di Sé

Insegnamenti sulla realtà
Autore/i: Nisargadatta Maharaj
Editore: Astrolabio Ubaldini
Introduzione di Mohan Krishna Gaitonde. Traduzione italiana di Maurizio Mingotti pp. 402, Roma

Il volume raccoglie i discorsi tenuti da Nisargadatta fra il 1977 e il 1980, fedelmente trascritti dai suoi allievi e incentrati sulla autentica conoscenza del proprio Sé, scopo ultimo della spiritualità. Un Sé che va amato, perché l’uomo non ha nulla di più caro e di più vero. Le ricerche umane possono assumere le forme più diverse, ma sono sempre aleatorie se non si realizza che la felicità reale non è all’esterno, ma nel proprio Sé originario.

L’Arte di C. G. Jung

L’Arte di C. G. Jung

A cura della Foundation of the Works of C. G. Jung
Autore/i: AA. VV.
Editore: Bollati Boringhieri
Prefazione di Daniel Niehus, a cura di Ulrich Hoerni, Thomas Fischer, Bettina Kaufmann pp. 276, nn. ill. a col., Torino

“Un certo senso del colore”: non a caso è sul cromatismo che Jung si concede l’unica ammissione pubblica del proprio talento.

Vecchie foto in bianco e nero ritraggono Carl Gustav Jung nella biblioteca della sua casa di Küsnacht, sul Lago di Zurigo. Nella dimora che egli stesso ha contribuito a progettare, lo vediamo consultare assorto un libro antico, contemplare con manifesto compiacimento delle statuette d’avorio del dio Viṣṇu allineate su una mensola, oppure mettersi in posa davanti a un thangka tibetano appeso agli scaffali.

Di fronte all’obiettivo non nasconde l’orgoglio del collezionista che per tutta la vita ha raccolto oggetti in apparenza eterogenei e di valore diseguale, ma scelti uno a uno in quanto espressioni simboliche della psiche. All’epoca degli scatti – la metà del Novecento – è risaputa la passione collezionistica del fondatore della psicologia analitica, autore di una mole impressionante di studi e intellettuale tra i grandi del secolo. Quella che invece Jung mantiene segreta è la sua prodigiosa vena d’artista. Alla morte, nel 1961, ne sono al corrente solo i familiari e qualche amico intimo. E ancora a lungo il suo nome e l’arte non saranno associati.

Finalmente, nel 2009, la rivelazione: il Libro rosso, che Jung non volle mai pubblicare, fa conoscere al mondo di quale maestria fosse capace la sua mano nel calligrafare in caratteri gotici il «resoconto» della discesa negli abissi dell’umano e nell’illustrarla con tavole preziose, evocatrici di miniature medievali.

Intanto la Fondazione di Zurigo che tutela e promuove il lascito di Jung continua a inventariare le opere visive di cui si ha notizia, talora difficili da autenticare, dal momento che pochissime risultano firmate.

Adesso a sua cura esce un libro sontuoso, L’arte di C. G. Jung (traduzione di Maria Anna Massimello, Bollati Boringhieri) in cui dipinti, sculture e disegni in gran parte inediti sono attribuiti con certezza a Jung, ordinati tematicamente e commentati da storici dell’arte e psicoanalisti.

L’artista clandestino viene così tutto intero allo scoperto, e sfata l’idea che il Libro rosso, pur nella sua miracolosa unicità di centro gravitazionale, sia rimasto isolato in un’esistenza assorbita soltanto dal lavoro terapeutico e dalla cristallizzazione di un pensiero incandescente. Perché al cuore di quell’incandescenza ci sono le immagini: oniriche e fantastiche, attingendo a motivi archetipici lasciano trapelare l’inconscio collettivo. Senza la solidarietà tra linguaggio verbale e rappresentazione figurata, il metodo dell’immaginazione attiva elaborato da Jung forse non sarebbe stato concepibile.

Praticare le diverse forme d’arte visiva non è, dunque, lo svago privato di un uomo dai molti estri, e neppure un esercizio di bravura in cui dare prova di sé, ma si impone come un’esigenza conoscitiva maggiore che accompagna l’impresa analitica e spesso ne costituisce il prologo.

Questa finalità misura la distanza tra Jung e i movimenti artistici del tempo, in particolare le avanguardie, su cui esprime giudizi impopolari.

A lui premono gli aspetti simbolici delle figurazioni, che prendono corpo con tecniche lente ed esigenti, mentre verso stili più astratti non mostra alcuna empatia. Osservati oggi con l’occhio della critica d’arte, però, i guazzi, gli acquerelli, i disegni a matita, le pergamene dipinte di Jung dichiarano in pieno la loro modernità, soprattutto nell’uso del colore.

Si tratti di mandala o paesaggi sotto cieli infiammati, divinità fluttuanti o iniziali miniate, la gamma cromatica acquista tonalità fortemente simboliche anche grazie alla propensione a una certa, rilucente astrattezza. Non a caso è sul cromatismo che Jung si concede, con impareggiabile understatement, l’unica ammissione pubblica del proprio talento: «Avevo un certo senso del colore».

Fonte: www.illibraio.it

Introduzione all’Islam

Introduzione all’Islam

Autore/i: Tottoli Roberto
Editore: Ipocan – Libreria Editrice Aseq
pp. 204, 2 cart., Roma

L’Islam si fonda sull’unicità di Dio rivelata nel Corano attraverso la missione profetica di Maometto. Origini e fondamenti, aspetti del credo, dottrine e rituali sono ripercorsi fino alle evoluzioni moderne e contemporanea. Dall’ambiente pre-islamico, dalla complessa storia di redazione del Corano alla preghiera, al sufismo e alle differenze tra sciiti e sunniti, si è accompagnati attraverso quel percorso multiforme e complesso che ha prodotto una religione oggi praticata da un miliardo e mezzo di persone in tutto il mondo.

Roberto Tottoli insegna Islamistica all’Università di Napoli L’Orientale. Ha scritto di tradizione biblica nell’Islam (I profeti biblici nella tradizione islamica, di Corano nella storia europea
(Ludovico Marracci at work: The evolution of his Latin translation of the Qur’ān) e tradotto testi di letteratura islamica (Mālik ibn Anas, Al-Muwatta’. Manuale di legge islamica).

Storia e Archeologia della Penisola Arabica

Storia e Archeologia della Penisola Arabica

Autore/i: Loreto Romolo
Editore: Ipocan – Libreria Editrice Aseq
pp. 196, ill. b/n 5, 2 tav., Roma

Densa sintesi storica e archeologica della Penisola arabica dall’era pre-islamica all’emergere degli stati Arabi moderni, con particolare attenzione alle antiche tradizioni dei regni dell’Arabia antica che l’Islam fece proprie e a quei processi storici che ebbero luogo nella Penisola dall’avvento dell’Islam all’epoca contemporanea.
Grazie alle scoperte e ai risultati delle missioni degli ultimi cinquant’anni è possibile presentare le peculiari realtà regionali della Penisola: le oasi carovaniere dell’Arabia settentrionale, i regni dell’Arabia meridionale, l’Arabia Felix delle fonti classiche e l’Arabia orientale. Legate da alcuni tratti culturali in epoca pre-islamica, esse videro emergere preponderante il fattore unificante dell’Islam.

Romolo Loreto è archeologo e docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Ha collaborato alla Missione archeologica italiana in Yemen, dirige le Missioni archeologiche italiane in Arabia Saudita e la Missione archeologica de “L’Orientale” nel Sultanato dell’Oman. Ha pubblicato diverse monografie e articoli scientifici.

Dissoi Logoi

Dissoi Logoi

Edizione criticamente rivista, introduzione, traduzione, commento
Autore/i: Maso Stefano
Editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pp. IX-166, Roma

È ora a disposizione la prima edizione monografica italiana dedicata alla celebre anonima raccolta di nove dispute, pervenutaci insieme agli scritti di Sesto Empirico. Valorizzata a suo tempo nell’edizione dei Frammenti dei Presocratici di Hermann Diels (1903), ne sono ora ridiscusse le caratteristiche formali e strutturali. In particolare è proposta un’inconsueta collocazione temporale: seguendo e integrando l’ipotesi di Santo Mazzarino, non si tratterebbe di un tardo scritto di scuola sofistica, ma piuttosto di uno dei primi tentativi in assoluto di argomentazione secondo quella che, intorno alla metà del V secolo a.C., si viene affermando come un’efficace tecnica sofistica.

Stefano Maso è professore associato presso l’Università Ca’ Foscari e tiene gli insegnamenti di Storia della filosofia antica. Come visiting Erasmus ha tenuto lezioni presso le università di Grenoble Alpes, Liège, Tübingen, Atlanta, São Paulo; oltre che nelle principali università italiane, ha presentato relazioni a seminari e conferenze ad Atene, Oxford, Edinburgh, Paris, Belfast, Madrid, Bordeaux. I suoi studi sono legati a temi quali il determinismo, la retorica filosofica, la teoria dell’azione, la nozione di volontà, la teoria delle passioni, la categoria di rischio, declinati all’interno della tradizione del pensiero greco ed ellenistico-romano.
Insieme a Carlos Lévy dirige la collana di filosofia antica «Lexis Ancient Philosophy», edita da Hakkert, Amsterdam.
Tra i suoi lavori recenti: Studi su ellenismo e filosofia romana, a cura di S. Maso – F. Alesse – A. Fermani (Roma 2017); Grasp and Dissent. Cicero and Epicurean Philosophy (Turnhout 2015); Cicerone: Il fato. Introduzione, edizione, traduzione e commento (Roma 2014).

Gli Epiteti degli Dèi nei Posthomerica di Quinto Smirneo

Gli Epiteti degli Dèi nei Posthomerica di Quinto Smirneo

Autore/i: Ferreccio Alessia
Editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pp. XLVIII-362, Roma

Lo studio degli epiteti delle divinità nei Posthomerica di Quinto Smirneo, oltre a offrire un’analisi accurata del fenomeno della titolatura divina (aspetto tra i più qualificanti e significativi della tradizione epica greca) sia all’interno dell’opera sia in relazione con la produzione esametrica anteriore e successiva, si rivela un valido strumento per verificare le peculiarità della poetica di un autore, che da alcuni anni sta godendo di una rinnovata fortuna critica. Seguendo il filo degli epiteti attribuiti a dèi olimpi, divinità minori e personificazioni, Alessia Ferreccio porta alla luce la fitta trama di rimandi intertestuali, di variazioni e innovazioni che Quinto intreccia con il paradigma omerico e ci conduce alla scoperta dello stile, delle strategie allusive e dei meccanismi caratteristici della techne imitativa dell’autore dei Posthomerica. Materiale omerico e non omerico, ‘vecchio’ e ‘nuovo’, imitatio e oppositio, emulazione e ‘infedeltà’ convivono in un amalgama sapiente che sfida(va) il pubblico dell’epoca e gli interpreti di oggi a individuare i modelli esplicitamente richiamati o sottilmente evocati e a riconoscere l’originalità di Quinto Smirneo, autore che deve a buon diritto essere incluso nel novero dei poetae docti.

La Profezia di Virgilio

La Profezia di Virgilio

Il fanciullo divino e il mistero della IV egloga
Autore/i: D’Anna Nuccio
Editore: Jouvence
pp. 322, Milano

Nelle Bucoliche, una delle opere più rappresentative del mondo poetico virgiliano, e in particolare nella IV egloga, ritroviamo quella profezia del fanciullo divino che tanto ha reso celebre Virgilio e che per la tradizione cristiana altro non indicava che la nascita e la missione di Cristo. Ma di chi parlava veramente Virgilio? Chi è il “fanciullo divino”? In questo libro Nuccio D’Anna cerca di rispondere a queste domande e di contestualizzare l’enigma della profezia che per secoli ha colpito la nostra immaginazione, facendo emergere le dottrine religiose e le forme rituali che, sviluppatesi alla fine della Repubblica, hanno poi gettato le basi dottrinali per l’Impero augusteo. Ne risulta una spiritualità arcana, che sembra divergere dall’usuale panorama della religione romana e dimostra l’interesse virgiliano per le dimensioni spirituali più profonde delle religioni orientali.

 

Curdi

Curdi

Autore/i: De Biasi Antonella; Caputo Giovanni; Chomani Kamal; Pedde Nicola
Editore: Rosenberg & Sellier
a cura di Antonella De Biasi pp (8)-196, ill. b/n, Torino

L’entità Kurdistan non esiste. Forse perché le sue genti intendono superare il sovranismo con una gestione confederale dei territori, senza modifiche di confini sempre sullo sfondo della diaspora curda. Questo libro, fin dall’accurato apparato iconografico iniziale, è una disamina della identità curda trasnazionale, delle lotte – anche intestine – delle tante anime curde; tasselli incasellati nei rapporti internazionali e nel coinvolgimento geopolitico della società clanica.
Il volume si avvale delle competenze di esperti nelle specifiche aree e si chiude con un’analisi di Nicola Pedde, direttore dell’Institute for Global Studies, esperto di relazioni politiche iraniane, che collabora con “Huffington Post” e “Limes”.
Giovanni Caputo, studioso del “popolo che non c’è”, ha illustrato la situazione nelle aree curde in Siria fino all’occupazione turca di Afrin.
Kamal Chomani, giornalista freelance curdoiracheno, ha narrato con passione i rapporti interni alla sua comunità. Antonella De Biasi studia da molti anni la questione curda: oltre a occuparsi dell’ambito turco, ha approfondito anche la centralità della donna nell’evoluzione della società patriarcale curda.
I contributi sono solo apparentemente limitati dai confini coloniali, dipanando un’unica storia raccontata da diversi punti di vista, tutti riconducibili a una sola cultura declinata in tante lingue e divisioni.

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Il fattore curdo
di Antonella De Biasi
La nazione che non c’è

In Turchia
di Antonella De Biasi
Sopra a tutto la nazione turca
L’ineguaglianza sarà sempre causa di rivolta
La strategia della “terra bruciata” e lo stato profondo
Pkk forza transnazionale

In Siria
di Giovanni Caputo
Oltre lo stato-nazione
Coinvolgimento progressivo dei curdi nel conflitto siriano
Liberazione di Raqqa. Arabi, assiri e curdi: un solo corpo combattente
Confederalismo democratico: da Bookchin a Öcalan
Rojava: uno sguardo d’insieme
Gli assiri cristiani e gli yazidi: le ultime minoranze del Medio Oriente

Le curde
di Antonella De Biasi
La nazione delle donne

In Iraq
di Kamal Chomani
Nascita di una nazione
Nazionalismo petrolifero e dubaizzazione
Stallo indipendentista alla fine dello stato-nazione

In Iran
di Nicola Pedde
Nazione o identità?

In futuro
di Nicola Pedde
Abitare la frontiera

Nota bibliografica ragionata

Il Libro di Ermete

Il Libro di Ermete

Le ventidue chiavi ermetiche celate negli Arcani Maggiori dei Tarocchi. Volume 2
Autore/i: Fragata Domenico
Editore: Tipheret
pp. 164, ill. b/n, Acireale

I ventidue arcani maggiori dei Tarocchi hanno un’origine molto antica e recondita sulla quale si discute ancora oggi. L’unica cosa certa è che in questi simboli è racchiuso un immenso potenziale di significati derivanti dalle principali discipline esoteriche della Tradizione mediterranea. Solo mediante lo studio comparato delle Vie del Sapere sarà possibile ottenere una piena comprensione delle ventidue raffigurazioni archetipiche che compongono il ’’Libro di Ermete’’. Ogni simbolo contenuto nei Tarocchi è come uno scrigno misterioso che racchiude in sé immensi tesori ma, per dischiuderne la conoscenza, è necessario possedere le giuste chiavi d’accesso. In questo volume attraverseremo il percorso iniziatico dorico, scandito dalle prime undici tappe dei Tarocchi, cercando di penetrarvi attraverso le chiavi esegetiche forniteci dalla massoneria, dalla gnosi, dall’astrologia, dall’alchimia, dalla cabalà e soprattutto dalla ghematria. L’applicazione della ghematria allo studio del Tarot fornirà al lettore orizzonti di senso inesplorati che potrebbero far luce su alcuni simbolismi esoterici rimasti occulti fino ai giorni nostri.

Āyurveda in Dialogo

Āyurveda in Dialogo

La Scienza della Vita spiegata a tutti
Autore/i: Sartori Guido
Editore: Nuova Ipsa
pp.254, Palermo

La caratteristica essenziale del libro è l’esposizione dei principi della Medicina Tradizionale Āyurveda sotto forma di dialogo. L’intento è di fare emergere qualità e potenzialità di una visione della medicina centrata sulla persona e rispettosa dei principi della natura. L’espediente del dialogo fra diversi personaggi che incarnano una storia e/o particolari caratteristiche facilita una migliore identificazione del lettore con un certo punto di vista dialettico.
Le domande sono l’occasione per esporre i principi basilari della Medicina Tradizionale Āyurveda quali: doṣa, dhātu, srotas, svasthya vṛtta, samānya/viśeṣa, cātuspada, sāṅkhya-nyāya-vaiśeṣika darśana, ojas, āgni, āma, indrīya, nāḍi parikṣa, samprapti, siddhantha, ecc., sono tutti illustrati nella loro funzione e relazione reciproca. Per alcuni di essi vengono date delle definizioni nuove ed inedite. Si tratta di elaborazioni teoretiche personali, basate sull’osservanza dei principi ayurvedici tratti dai testi classici dell’Āyurveda e verificate nell’esperienza clinica dell’autore.
L’esperienza, maturata in anni di studio e di pratica, illustra la necessità, il perché e il valore di tali principi per il procedere diagnostico e terapeutico della Medicina Tradizionale Āyurveda e anche per il pensiero medico in senso lato.
Per la prima volta e in forma divulgativa, sono delucidati il modo di pensare e di procedere ayurvedico a confronto con quello in uso nella medicina biologico-scientifica. I numerosi esempi di situazioni cliniche lette in doppia modalità biologico-scientifica e ayurvedica chiariscono le congruenze e le differenze così come le complementarità fra i due approcci con un sincero e caldo invito ad un dialogo e ad una collaborazione non dogmatica né ideologica fra approcci metodologici a vantaggio della conoscenza e soprattutto dei pazienti. Tutti i lettori potranno trovare stimoli al proprio pensiero sulla salute e la malattia grazie al modo unico, accattivante e chiaro con cui si presenta una materia considerata complicata e difficile.

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Introduzione
Ringraziamenti
Nota alla trascrizione e pronuncia dei termini in sanscrito
Proemio
Presentazione
Un caffè ayurvedico
Una scelta?
Le scelte sanitarie – La statistica
Il paziente al centro
Il valore – La responsabilità
Il compito del medico
Assumere il controllo della propria salute – Il compito del paziente
Malattia: sappiamo cos’è?
Medicina e mitologia della malattia
Due visioni
Una medicina eterea
Medicina e fisica della malattia
Armonia o aggressività
Ordine e disordine
Diversità e adattabilità – La definizione di salute
Logica ayurvedica
Leggi e principi
I modi del cercare
Sapere cosa fare
Gli stadi della malattia
Le basi scientifiche parallele
Ragionare ayurvedicamente
Eliminazione e depurazione: perché?
Una chiara visione: il polso
Eliminazione e depurazione: come
I nostri cervelli
La salute – prendersi cura di se stessi
Evoluzione della conoscenza
Āyurveda italiana
Dottrine ayurvediche
Prospettiva e focalizzazione
I cinque elementi e i canali
La normalità e la sua modificazione
Glossario

I Sentieri di Heidegger

I Sentieri di Heidegger

Autore/i: Gadamer Hans G.
Editore: Marietti
A cura di Renato Cristin
Traduzione dal tedesco di Renato Cristin e (per il solo capitolo 8) Giovanni Moretto pp. 176, Bologna

Questo testo fondamentale per la comprensione della filosofia di Gadamer è incentrato sull’interpretazione di Heidegger. Attraverso una serie di saggi (il primo dei quali del 1960) Gadamer procede lungo i sentieri di Heidegger e si pone nella condizione di dialogare con il suo pensiero filosofico restituendo al maestro un profilo quasi vivente e a tutto tondo. Nel costante e paziente dialogo con Heidegger, Gadamer valorizza una precisa ipotesi secondo la quale «il comprendere […] ha intorno a sé uno spazio libero che esso riempie rispondendo costantemente alla parola che lo interpella, senza tuttavia esaurirlo».

O-Kinkumo-San

O-Kinkumo-San

Autore/i: Myû T.; Balbi B.
Editore: L’Estremo Oriente
pp. 206, Villafranca di Verona (VR)

… è il romanzo di una cortigiana del Yoshiwara. Vi palpita un cuore profondo sotto la tenuità delle forme; basterebbero le pagine che lo aprono, col suicidio della bimba torturata dalla matrigna, per collocare Myû fra gli autori più densi di sentimento e più efficaci nella personalità esotica, innata o acquisita che sia …

Mantica Barzini

La Critica Letteraria Contemporanea

La Critica Letteraria Contemporanea

Vol. I – Dal Carducci al Croce.
Vol. II – Dal Gentile agli ultimi romantici.
Vol. III – Dal Serra agli ermetici
Autore/i: Russo Luigi
Editore: Laterza
Edizione in tre volumi.
Terza edizione Vol. I pp. XIV-336, vol. II pp. 320, vol. III pp. 346, Bari

Estratto dal Prologo

Questi tre volumi si compongono di saggi vecchi e nuovi: i vecchi sono stati tratti da altri miei libri, per trovare qui il loro posto definitivo, e i nuovi sono stati scritti di proposito per completare il quadro dei miei interessi mentali. Il saggio più lungo della raccolta è quello dedicato alla Critica letteraria del Croce, diviso in due puntate: per la prima volta la vasta operosità del Croce, come critico letterario, prodottasi in più di mezzo secolo di indefesso lavoro, viene qui ordinata storicamente, accompagnata e commentata nei suoi vari motivi. Segue un altro capitolo sullo Svolgimento dell’estetica crociana, in cui riprendo un mio vecchio scritto del 1920, ora rifatto e completato per l’occasione: il saggio originario riguardava i Nuovi saggi di estetica, questo abbraccia anche la prima Estetica e l’ultimo termine (per ora) della speculazione del Croce sull’arte, La Poesia. Come corollario ovvio ho voluto scrivere di seguito un saggio sull’estetica gentiliana, della quale, qualunque cosa si pensi, non si può disconoscere la storica presenza per l’azione e reazione che essa ha provocato nella mente del Croce, nella sua prima fase di speculazione collaboratrice e poi di speculazione programmaticamente avversa.
Questi tre saggi costituiscono dunque il nodo centrale, filosofico per dir cosi, dell’ opera….

Ritrovamenti in Mesopotamia

Ritrovamenti in Mesopotamia

Autore/i: Schmökel Hartmut
Editore: Edizioni Mediterranee
Traduzione di Ermengarda Marchello pp. 292, ill. b/n, tavv. b/n f.t., Roma

«Ritrovamenti in Mesopotamia», il nuovo volume della serie «Civiltà del passato» non vuole investire il lettore con una pesante artiglieria scientifica ma intende soltanto presentargli il risultato di un mezzo secolo di ricerche mostrandogli, in rappresentazione chiara e intelligibile, le più significative scoperte effettuate nel Paese dei Due Fiumi e accompagnandolo senza fatica, dall’anno 3000 fino al 539 a.c. Egli potrà così fare la conoscenza dei più celebri scopritori, da P.E. Botta, attraverso un buon secolo, fino agli archeologi tuttora operanti, sperimentando altresì i loro successi e i loro destini talvolta sorprendenti. Ma nel medesimo tempo, si svelerà ai suoi occhi lo splendido quadro del movimentato mondo antico-orientale la cui civiltà, fondata dai Sumeri, giunge, nei suoi effetti postumi, fin nel mondo occidentale odierno. La presente pubblicazione non è rivolta soltanto a coloro che sono direttamente interessati alla storia, all’archeologia e alla storia dell’arte, ma anche a tutti gli amici della letteratura, agli architetti, agli zoologi, agli agronomi, ai medici.

L’imperatore Giuliano e la Nostalgia degli Dei

L’imperatore Giuliano e la Nostalgia degli Dei

Autore/i: Indelli Tommaso
Editore: Partenio
Prefazione di Claudio Azzara pp. 142, Avellino

Estratto dalla Prefazione

L’imperatore romano Giuliano è una delle figure del passato per le quali la trasfigurazione simbolica e l’elaborazione mitica di cui sono state oggetto hanno forse superato l’effettiva realtà storica[…] Il libro di Tommaso Indelli ha il merito di restituire la complessità del personaggio e dell’epoca, di seguirne l’elaborazione del mito e di passare in rassegna in modo ordinato la copiosa storiografia sul tema, fornendo al lettore adeguati strumenti per la conoscenza di un protagonista del nostro passato che merita di essere conosciuto.

Monarchia

Monarchia

Con il Commentario di Cola di Rienzo e il volgarizzamento di Marsilio Ficino
Autore/i: Alighieri Dante
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
a cura di Francesco Furlan pp. 638, ill. b/n, Milano

La Monarchia espone il pensiero di Dante sul rapporto tra il potere statale e quello papale. Stabilito che è allo Stato che spetta la supremazia, si chiarisce che questa non può non avere come riferimento l’autorità papale, a cui occorre guardare con «quella reverenza che il figlio primogenito deve usare nei confronti del padre».
Tale soluzione viene sostenuta sulla base del metodo sillogistico aristotelico, grazie al quale Dante dimostra, argomenta, confuta tesi avversarie, costruendo passo passo la sua difesa della monarchia universale.
L’opera suscitò discussioni, avversioni e adesioni. Quanto a quest’ultime, alcuni decenni dopo la morte dell’autore comparve il Commentario ghibellino di Cola di Rienzo – qui in prima traduzione italiana assoluta – e, a distanza di quasi un secolo, la traduzione in volgare di Marsilio Ficino – anch’essa qui presente nel testo critico fissato da Prudence Shaw.
La traduzione italiana della Monarchia è stata fatta da Nicoletta Marcelli e Mario Martelli, quella del Commentarium di Cola di Rienzo da Paolo D’Alessandro e Francesco Furlan. Entrambe le versioni sono seguite dai testi latini originali, stabiliti da Pier Giorgio Ricci. A presentare e legare i testi tra loro Francesco Furlan ha approntato un’introduzione, una nota bibliografica, un commento generale e una nota ai testi, mentre una nota alla traduzione si deve a Mario Marrelli.
I! ritratto di Dante è di Marco Carnà. I testi sono stati composti in monorype con i caratteri Dante, Bembo, Garamond, Imprint e Baskerville, ciò che fa di questo volume un singolare manuale tipografico.

Presentazione della Collana Didattica – Ipocan – Libreria Editrice Aseq

Venerdì 7 dicembre 2018 alle 15.00
presso la Fiera della Piccola e Media Editoria PiùLibri PiùLiberi – Sala Vega La Nuvola – Eur – Roma

Relatori: Prof. Claudio Lo Jacono, Prof.ssa Daniela Amaldi, Prof. Michele Bernardini e Luca Nerazzini

Presentazione della Collana Didattica, un progetto editoriale nato dalla collaborazione tra l’Istituto per l’Oriente Carlo Alfonso Nallino (IPOCAN) e la Libreria Editrice Aseq, con il sostegno del MIUR.

Con i suoi centodieci volumi, di cui cinque già editati e gli altri in via di pubblicazione, la Collana Didattica, è l’opera più ambiziosa e completa mai dedicata in Italia all’universo islamico.

Un lavoro imponente coordinato dal Prof. Claudio Lo Jacono che vede all’opera oltre ottanta studiosi e accademici di riconosciuta autorità. Tra loro (già usciti) lo stesso Lo Jacono, autore di un’aggiornatissima vita di Maometto Muhammad Vita e opere del Sigillo dei Profeti, Massimo Campanini, Le dottrine e il pensiero politico dell’Islam dalle origini ad oggi, Roberto Tottoli Introduzione all’Islam, Romolo Loreto, Storia e archeologia della Penisola Arabica, Marco Di Branco, Musulmani in Italia. Storia di una presenza, e poi in preparazione i libri di Giovanna Calasso, Daniela Bredi, Massimo Papa, Francesca Corrao, Michele Bernardini, Isabella Camera d’Afflitto e di tanti altri.

Gli argomenti toccati sono i più vari: oltre ad un’ampia sezione dedicata alla storia con oltre quaranta titoli che spaziano dalla Storia curda a quella dell’Indonesia e di tutte le altre nazioni islamiche, alla Storia delle scienze e delle tecniche alla Storia urbana islamica, grande spazio è stato dato alla letteratura: e si va da quella araba classica a quella turca moderna, dalla poesia contemporanea a un volume dedicato ai Libri della Scala che fu modello a Dante per la sua Commedia. Sono poi dedicati alla vita sociale islamica volumi come Sessualità nell’Islam, La stampa araba, Le norme alimentari islamiche, Il femminismo arabo della Nahda. Tra quelli dedicati alle arti Lo spettacolo nel mondo arabo e Il cinema arabo, mentre gli aspetti dottrinali sono esplorati nei due volumi dedicati al Corano rispettivamente nel pensiero classico e moderno, o a quelli dedicati allo sciismo, al sunnismo e al sufismo.

I rapporti tra Islam e Italia sono analizzati, per esempio, in I Genovesi e l’Islam o nell’interessante Viaggiatori arabi in Italia. La Serie Didattica non trascura alcun aspetto di un mondo affascinante, variegato e complesso che ci è contiguo da secoli, che mai come oggi è necessario cercare di comprendere, e con il quale è sempre più importante saper dialogare senza preclusioni e liberi da preconcetti. Un’opera che per la sua completezza e agilità (i suoi eleganti volumi non superano, di media, le duecento pagine riccamente annotati e corredati di indici e bibliografie) è destinata agli studenti, ai giornalisti, agli intellettuali e a chiunque voglia approfondire la conoscenza dell’Islam e delle società islamiche antiche e contemporanee.

L’IPOCAN – Istituto per l’Oriente C.A. Nallino nei suoi quasi cento anni di vita – fu fondato nel 1921 da un gruppo di accademici, studiosi e politici italiani – ha stampato più di trecento volumi tra cui la Grammatica Teorico Pratica della Lingua Araba ed il Vocabolario Arabo-Italiano su cui si sono formate generazioni di arabisti, e vanta attualmente sei riviste di cui ben cinque in classe A.

Prof. Claudio Lo Jacono, Presidente Istituto per l’Oriente C.A. Nallino

Prof.ssa Daniela Amaldi, Consigliera Istituto per l’Oriente C.A. Nallino

Prof. Michele Bernardini, Ordinario di Lingua e Letteratura Persiana, L’Orientale, Napoli

Luca Nerazzini, Libreria Editrice Aseq

Per qualsiasi ulteriore informazione, è possibile contattarci direttamente allo 06 6868400 oppure, via email, all’indirizzo info@aseq.it

Storia della Più Grande Dinastia Islamica

Storia della Più Grande Dinastia Islamica

Ascesa e Declino della Corte dei Califfi
Autore/i: Kennedy Hugh
Editore: Newton & Compton
Traduzione di Cristina Carmenati pp. 298, nn. cart. geog. e tavv. f.t., Roma

Gli Abbasidi, che vissero nella zona fra i fiumi Tigri ed Eufrate, arrivarono al potere con la rivoluzione del 750 a conclusione della lotta per la successione alla guida della comunità islamica dopo la morte di Maometto (632). La dinastia abbaside, pur essendo erede indiretta del profeta per via paterna, regnò su quella fetta di Medioriente per ben due secoli (IX e X), dando origine alla moderna civiltà islamica. Le testimonianze archeologiche e quelle storiche dirette sono pochissime, pertanto ciò che si conosce degli Abbasidi si deve alla ricca letteratura e alla produzione poetica del tempo: è dunque per questo che abbondano le notizie sulla personalità e sulle abitudini dei califfi e i racconti dall’impostazione epica. Sembra quindi che la vita dei califfi abbasidi si svolgesse nei grandi e maestosi palazzi, che venivano appositamente eretti nei principali centri della zona (Baghdad, Samarra ecc.), all’insegna del patronato artistico, di cui poesia e architettura islamica sono frutto, e delle lotte intestine per il potere, poiché la consuetudine di mettere al mondo quanti più figli possibile per garantire la successione si ritorceva poi contro la famiglia stessa.

Saggi Danteschi

Saggi Danteschi

Autore/i: De Sanctis Francesco
Editore: Azienda Libraria Ambrosiana
A cura di L. G. Tenconi pp. 184, Sesto San Giovanni (MI)

DICHIARAZIONE EDlTORIALE

Il presente volume è un estratto di tutte le pagine di argomento dantesco raccolte da L.G. Tenconi nella sua edizione dei Saggi e scritti critici e vari di Fr. de Sanctis (voll. 8, Sesto San Giovanni, Barion, 1937 sgg.) che incontrò tanto favore di pubblico da essere non si sa neppur bene quante volte ristampata, e sta ora – divenuta di nostra proprietà – per esaurirsi di nuovo.
Ne abbiamo ravvisato l’opportunità, e staremmo quasi per dire l’urgente necessità, nelle innumerevoli richieste che già, sebbene nati da ieri, ci sono pervenute dei «soli volumi contenenti i saggi danteschi».

Parole che Cambiano la Vita

Parole che Cambiano la Vita

Autore/i: Vannucci Giovanni
Editore: Romena
introduzione di Loretta De Nigris, Mariangela Rumine, Monica Zorn pp. 96, Pratovecchio di Stia (AR)

Alla vigilia del ’68 un gruppo di studenti universitari invita padre Giovanni Vannucci a un confronto con lui sui temi della fede, della vita e dell’impegno sociale.
Cinquant’anni dopo riemergono da un cassetto le trascrizioni di alcuni di quegli incontri. Nel rileggerle, gli studenti di allora, ormai approdati alla pensione, si rendono conto di quanto quelle parole abbiano accompagnato, sostenuto e orientato tutto il loro percorso umano e professionale. Nasce la decisione di condividere in un libro il frutto di quegli incontri, offrendo a tutti quelle parole che hanno cambiato la loro vita.

Severino e Matte Blanco

Severino e Matte Blanco

Autore/i: Pulli Gabriele
Editore: Moretti & Vitali
Prefazione di Emanuele Severino pp. 92, Bergamo

Pagine, queste di Gabriele Pulli, di grande spessore filosofico-culturale. E sostanziosamente originali. Intendono approfondire la relazione tra la psicoanalisi e il pensiero di Parmenide attraverso la comprensione del rapporto tra i miei scritti e quelli di Ignacio Matte Blanco. Il più celebre dei quali, L’inconscio come insiemi infiniti. Saggio sulla bi-logica (1975; trad. it. Einaudi, 1981), è anche il primo dove nel modo più consapevole egli mette a tema il rapporto tra la psicoanalisi e Parmenide. «È singolare – scrive – che sia stata proprio la psicoanalisi ad aver contribuito a una rivalutazione delle concezioni apparentemente fantastiche ed altamente metafisiche di Parmenide».

Il tratto che rende possibile questa “rivalutazione” è la tesi di Freud dell’”atemporalità” dell’inconscio: stando al di fuori del tempo, l’inconscio è eterno, come l’Essere di Parmenide. E se Matte Blanco trova nella matematica di Cantor un alleato, va aggiunto che nella fisica moderna (Einstein in testa) egli avrebbe potuto trovare altri grandi “alleati”. Ma il problema decisivo è il senso e la consistenza della “rivalutazione”. Problema che Pulli ha ben presente anche in questo suo libro, dove egli intende approfondire l’indagine da lui avviata nello scritto Freud e Severino (Moretti&Vitali, 2009).

Un Vulcano Chiamato Siria

Un Vulcano Chiamato Siria

Testi e testimonianze
Autore/i: Alhallak Abdullah
Editore: Jouvence
Traduzione dall’arabo di Giacomo Longhi.
Introduzione di Shady Hamadi pp. 76, Milano

Un vulcano chiamato Siria propone una panoramica sulla rivoluzione siriana, scoppiata nel 2011 sull’onda delle rivolte che hanno coinvolto tutto il mondo arabo. Le prime proteste, pacifiche e civili, sono state represse nel sangue dal regime di Bashar al-Asad, che ha rifiutato qualsiasi richiesta di cambiamento e si è dimostrato deciso a difendere a ogni costo il potere ereditato dal padre, Hafez al-Asad. A seguito della repressione, la Siria è precipitata in un’impasse di violenza e oggi viene contesa da varie potenze regionali e internazionali. L’autore, giornalista e accademico siriano, si interroga sul futuro del proprio paese e pone l’accento sull’importanza della democrazia come soluzione che possa garantire una pace stabile e duratura. Il libro ripercorre le fasi precedenti alla rivoluzione, a partire dalle attività dell’opposizione democratica che hanno portato alla primavera di Damasco nel 2000, i cui protagonisti sono stati arrestati e incarcerati, analizza l’atteggiamento del regime nei confronti del settarismo attraverso le testimonianze raccolte dall’autore tra gli attivisti della sua città, Salamiyya, dove risiede la minoranza ismailita, ed esamina approfonditamente il modo in cui il regime ha giocato la carta del jihadismo per salvare se stesso. Infine, viene affrontata la visione “orientalista”, riproposta sia in occidente sia nei paesi arabi, secondo la quale gli arabi e i siriani non sono predisposti alla libertà e alla democrazia. Questo punto di vista, unito alla paura per il fondamentalismo islamico, ha portato a giustificare il regime di Bashar al-Asad, a prescindere dal fatto che si fosse macchiato di atroci crimini contro la popolazione e senza tenere conto che le cause del fondamentalismo sono state innanzitutto di natura politica, ancor prima che culturale e storica.

Osea

Osea

Introduzione, traduzione e commento
Autore/i: Anonimo
Editore: Edizioni San Paolo
Testo a fronte.
A cura di Guido Benzi.
Presentazione di Massimo Grilli, Giacomo Perego e Filippo Serafini. pp. 120, Cinisello Balsamo (MI)

Osea nella Nuova versione della Bibbia dai testi antichi, con testo a fronte e un ricco apparato di introduzione, note e commento. Curata da noti biblisti italiani, la collana riprende ex-novo e amplia il coraggioso progetto della Nuovissima versione della Bibbia dai testi originali. I singoli libri biblici vengono riproposti in una nuova versione che, oltre ad avere i testi antichi a fronte, è accompagnata da un accurato apparato testuale-filologico e da un ampio commento esegetico-teologico. La serie è diretta da Massimo Grilli, Giacomo Perego e Filippo Serafini.

Volti del Mistero

Volti del Mistero

Il conflitto delle immagini tra oriente e occidente
Autore/i: Boespflug Francois; Fogliadini Emanuela
Editore: Marietti
Traduzione dal francese di Emanuela Fogliadini pp. 102, 20 tavv. a colori f.t., Bologna

Oriente e Occidente hanno da secoli una diversa concezione delle immagini religiose. Da dove nasce questa differenza? Quali sono le motivazioni storiche, teologiche e artistiche che hanno promosso o facilitato una valorizzazione così diversa dell’ arte sacra? Questo saggio si propone di analizzare i fatti, sradicare i miti, ricostruire il pensiero soggiacente alle rispettive scelte, dal III secolo fino alla recente riscoperta dell’icona nel cristianesimo europeo e alle problematiche declinazioni dell’arte sacra contemporanea occidentale. Attraverso otto coppie di immagini sullo stesso soggetto, il testo prende inoltre in esame le espressioni artistiche di Oriente e Occidente in epoche coeve, al fine di far emergere discrepanze e prossimità e ragionare su entrambe.

La Stoffa a Quadri

La Stoffa a Quadri

Autore/i: Ducrot Isabella
Editore: Quodlibet
con uno scritto di Emanuele Dattilo pp. 96, Macerata

Presentando il trittico dell’Annunciazione, di Simone Martini, Gianfranco Contini ha confessato una volta che avrebbe volentieri estratto di nascosto dalla ricca, lussureggiante composizione di quel dipinto, un pezzo della vistosa stoffa a quadretti che fodera il mantello dell’Angelo. Queste pagine descrivono l’incontro con quel dipinto da parte di Isabella Ducrot, che attraverso l’enigmatico lembo della veste dell’Angelo ha riflettuto su quella che è la prima materia del suo lavoro: il tessuto. Da molti anni Isabella Ducrot dipinge e compone in vario modo stoffe, tessuti, bende orientali di preghiera, cercando ogni volta di mostrare in quei sostegni tessili un “soffio” che li percorre e li vivifica. Componendo liberamente, come in un collage, le immagini, i ricordi e le riflessioni che l’hanno accompagnata nel suo lavoro di pittrice, Isabella Ducrot ha scritto in queste pagine, tra l’altro, una confessione di poetica.
Si prenda un tessuto qualsiasi, che sia lino, seta o lana. Lo si tenda maggiormente, controluce, e sarà possibile vederne la trama, l’architettura originaria, composta di fili incrociati e di vuoti, che rappresenta il primo oggetto di ispirazione di Isabella Ducrot. L’intuizione fondamentale di Ducrot è che gli uomini, nell’artefatto tessile che creano e indossano da millenni, non abbiano fatto altro che duplicare una originaria struttura mentale, che permane immutata nei millenni.

Sacro, Mito, Religione

Sacro, Mito, Religione

Lettera a Mircea Eliade 1930-1962
Autore/i: Evola Julius
Editore: Pagine
A cura di Claudio Mutti.
Note di Gianfranco de Turris e Claudio Mutti.
Presentazione di Giovanni Casadio pp. 114, Roma

“Recentemente è apparsa una nuova edizione riveduta e integrata della mia Rivolta contro il mondo moderno e penso di avervi menzionato anche il suo Traité. Ma a questo riguardo – e lo dico un po’ scherzando – a lei si dovrebbero applicare delle Vergeltungen. Colpisce il fatto che lei abbia una estrema preoccupazione di non menzionare nelle sue opere alcun autore che non appartenga strettamente alla letteratura universitaria più ufficiale, di modo che presso di lei si trova p. es. abbondantemente citato quel gradevole buonuomo di Pettazzoni, mentre non si trova una sola parola non solo su Guénon, ma neppure su altri autori le cui idee sono molto più vicine a quelle che le permettono di orientarsi con sicurezza nella materia che lei tratta. Va da sé che questa è una cosa che riguarda solo lei, ma sarebbe il caso di chiedersi se, alla fin dei conti, imporre queste limitazioni ’accademiche’ sia un gioco che vale la candela … Spero che non me ne vorrà per queste osservazioni amichevoli.”

Julius Evola a Mircea Eliade, 31 dicembre 1951

Spartaco

Spartaco

Le armi e l’uomo
Autore/i: Schiavone Aldo
Editore: Einaudi
pp. 130, Torino

Roma, anni settanta del I secolo avanti Cristo. La terribile realtà dello schiavismo imperiale romano nell’epoca del suo culmine: fenomeno atroce e complesso, ma difficile da decifrare, perché gli antichi, che in tanti stati dell’anima ci sembrano vicinissimi, quando parlano dei loro schiavi, rivelano d’improvviso tutto l’abisso che li divide da noi. Un uomo che tentò di sconfiggere la Repubblica all’apice della potenza; il ’miracolo’ economico romano; la più famosa e pericolosa rivolta servile della storia antica; la crisi delle istituzioni e dei gruppi dirigenti che avrebbe portato, qualche decennio dopo, al colpo di stato di Augusto. Quando la storia sa diventare autentico racconto.

De l’Excellence et Immortalité de l’Ame

De l’Excellence et Immortalité de l’Ame

Extraict non seullement du Timée de Platon, mais aussi de plusiers aultres grecz et latins philosophes, tant de la pythagorique que platonique famille
Autore/i: Bouchard Amaury
Editore: Archè
Texte édité et présenté par Sylvain Matton pp. 182, ill. b/n, Milano

Lieutenant général de la sénéchaussée de Saintonge, nommé en 1531 maître des requêtes de l’hòtel du roi, humaniste et helléniste, grand lecteur de Marsile Ficin et de Jean Pic de la Mirandole, comme aussi de Maïmonide et du kabbaliste chrétien Paulus Ricius, Amaury Bouchard est surtout connu pour avoir été lié à Rabelais, qui lui dédia en 1532 son édition du Lucii Cuspidii Testamentum, et pour être intervenu dans la «querelle des femmes», en faveur desquelles il publia en 1522 une érudite Τῆς γυναικείας φύτλης , id est freminei sexus, apologia, dirigée contre son ami le juriste André Tiraqueau.

C’est apparemment à l’invitation de François I, curieux de connaître la psychologie platonicienne, qu’il rédigea vers 1533 son traité, resté jusqu’ici inédit, De l’excellence et immortalité de l’ame, lequel en majeure partie décalque la Platonica theologia de immortalitate animorum (1482) de Ficin et constitue ainsi un important témoignage de la diffusion du néoplatonisme fiorentin dans la France de la Première Renaissance.

L’Antico Testamento

L’Antico Testamento

Un’introduzione
Autore/i: Ehrman Bart D.
Editore: Carocci
Edizione italiana a cura di Matteo Grosso pp. 348, ill. a colori, Roma

«In questo libro la Bibbia viene considerata come una raccolta di testi che possono essere studiati nello stesso modo in cui si studiano le altre opere letterarie, utilizzando qualunque dato si renda disponibile per ricostruire il passato. Ciò equivale a dire che non proverò a convincervi a credere o a non credere in ciò che afferma la Bibbia; mi limiterò a descrivere il suo contenuto e la sua origine. Non dirò se la Bibbia è o non è la parola di Dio ispirata; spiegherò come si è formata, qual è il contenuto dei libri che la compongono e come li hanno interpretati gli studiosi. Per il lettore credente queste informazioni potranno rivelarsi forse utili, ma lo saranno certamente al lettore (credente o no) appassionato di storia e letteratura, in particolare della storia e della letteratura dell’antico Israele». Bart D. Ehrman

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