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Selezione di volumi Aseq Editrice

Arte del Comando

Arte del Comando

Riflessioni
Autore/i: Fioravanzo Giuseppe
Editore: Accademia Navale Livorno
2° edizione riveduta ed ampliata . copie stampate n. 1000 pp. VIII-178, Livorno

Questo libro, che impegna in modo elevato la mia reponsabilità morale e professionale, ripresento in questa nuova edizione dopo che la prlma si è esaurita in due anni.

Mi sono riconfermato nella convinzione che fosse logico e naturale che un ufficiale, giunto al termine della sua carriera, mettesse a profitto di tutti, l’esperienza della sua vita e il frutto dei suoi studi e delle sue meditazioni, cosi da comporre quasi il suo testamento spirituale nella più ardua di tutte le attività: quella di governare gli uomini.

La responsabilità della composizione deriva precisamente dal fatto che, tentando di suggerire come si possa comandare, si esercita già – in certo modo – una funzione di comando.

Bisogna subito chiarire che l’arte del comando non s’insegna, perchè non si può insegnare: se ne porta in sè un certo grado di attitudine, che dev’essere affinata con l’esperienza, confortata dalla tradizfone, dall’esempio e dal consiglio dei più anziani, dall’osservazione degli uomni, dalla cultura, dallo studio del Regolamento di disciplina il cui spirito è presente in tutte le pagine che seguono.

Perciò questo libro non è un libro di testo nel senso scolastico, della parola. Vuoi essere soltanto una guida e una fonte di riflessioni per chi sarà incaricato di parlare di arte del comando e per chi si prepara a comandare: le riflessioni dipenderanno, per tipo e profondità, dal temperamento e dalla maturità professionale delle persone. Vuol essere ancora una pietra di un nuovo edificio, che i giovani, cui è destinato, e gli anziani, cui è dedicato, vorranno costruire in base all’esperienza e alle necessità della vita contemporanea, cosi varia e complessa e così vertiginosamente evolvente col progresso delle scienze.

Giuseppe Fioravanzo
Ammiraglio di Squadra in A.

Introduzione alla Sincronicità

Introduzione alla Sincronicità

Autore/i: Widmann Claudio
Editore: Edizioni Magi
pp. 214, ill. b/n, Roma

Ai margini della scienza e ai limiti della conoscenza s’estende un regno incerto di esperienze indiscutibili, ma inspiegabili: coincidenze involontarie e sorprendentemente puntuali, incontri occasionali e oculatamente propizi, combinazioni casuali e tristemente infauste. Fantasie vaghe anticipano fatti precisi, soluzioni fortuite si rivelano più felici di quelle a lungo cercate, sogni assurdi precorrono eventi impensati, impressioni immotivate trovano la loro giustificazione in fatti sconosciuti. Sincronicità è termine che compendia esperienze di questo tipo, prive di cause note o immaginabili, che presuppongono conoscenze necessarie ma impossibili, che richiedono condizioni precise ma inverosimili, che sfuggono alla spiegazione della ragione e alla comprensione della mente. Da tempi immemori, per questi fenomeni il pensiero magico escogita spiegazioni che il pensiero scientifico non sa trovare, la parapsicologia immagina processi che la psicologia non sa sondare. Da tempi più recenti la fisica dei quanti e la psicologia del profondo affermano che si tratta di fenomeni inspiegabili, ma non per questo inconoscibili. Senza pretesa di fornire spiegazioni, avanzano descrizioni nuove, che infrangono griglie descrittive insufficienti e consentono di contemplare anche ciò che non è dimostrato, di comprendere ciò che non viene spiegato, di cogliere il senso in ciò che è privo di causa.

Trattato di Vampirologia

Trattato di Vampirologia

Autore/i: Van Helsing Abraham
Editore: Cairo Publishing
Prefazione di Edouard Brasey.
Tradotto e adattato dal tedesco e dal nederlandese sotto la supervisione di Edouard Brasey.
Traduzione di Giovanni Zucca pp. 350, ill. b/n, Milano

Tutti ne parlano, ma quanti sanno chi sono, davvero, i vampiri? Da dove vengono, dove si annidano e, soprattutto, come si eliminano? Perché se non stiamo in guardia, un giorno non lontano potremmo ridestarci su una terra popolata solo dai Non-Morti.

Parola dell’unica vera autorità in materia, il professor Abraham Van Helsing, ovvero colui che ha sconfitto il vampiro per eccellenza, il conte Dracula in carne e ossa (se così si può dire). In questo volume riemerso da un polveroso oblio di oltre cent’anni, Van Helsing spalanca davanti a noi le porte delle tenebre. Tenebre brulicanti di vampiri (e vampire!), lamie, larve, risurgenti, upiri, vurdalak e altre sinistre creature, che riaffiorano dalla notte dei tempi con un unico desiderio: bere il nostro sangue… Un trascinante excursus tra mito, realtà e leggenda, antichi trattati e testimonianze letterarie, che compone un ritratto inquietante e nitido del nostro nemico più subdolo. Da tenere a portata di mano, accanto a collane di fiori d’aglio e paletti acuminati.

L’Omosessualità nella Bibbia e nell’Antico Vicino Oriente

L’Omosessualità nella Bibbia e nell’Antico Vicino Oriente

Autore/i: Romer Thomas; Bonjour Loyse
Editore: Claudiana
Edizione italiana a cura di Maria Ambrogio pp. 144, Torino

Evitando accuratamente un uso semplicistico e strumentale dei testi antichi, Thomas Römer e Loyse Bonjour propongono un percorso storico nel mondo del Vicino Oriente antico e delle Sacre Scritture alla ricerca delle diverse concezioni dell’amore e delle relazioni omosessuali in quelle società nonché dello statuto che queste vi accordavano.

Teoria e Pratica dell’Arte d’Avanguardia

Teoria e Pratica dell’Arte d’Avanguardia

Manifesti – Poesie – Lettere – Pittura
Autore/i: Evola Julius
Editore: Edizioni Mediterranee
Con un saggio introduttivo di Carlo Fabrizio Carli.
Con le riproduzioni anastatiche di Arte astratta, La parole obscure du paysage intérieur e del catalogo della mostra Der Sturm (Berlino 1921) pp. 474, ill. a colori e b/n, Roma

Il presente volume, frutto di un lavoro di diversi anni, cerca per la prima volta di fare il punto, quanto più possibile esaustivo, della fase iniziale (1916-1921) dell’impegno culturale e intellettuale di Julius Evola, e riunisce tutta la sua opera artistica come teorico dell’arte di avanguardia, poeta e pittore in modo da fornire ai semplici lettori, agli specialisti e ai critici materiali importantissimi che in precedenza erano frammentati e parcellizzati in libri, riviste, articoli, corrispondenze ecc. Il volume è stato diviso in quattro sezioni.

La prima è dedicata ai manifesti – quelli del 1916-1921, durante la sua piena attività artistica – e agli interventi critici.

La seconda è riservata alla sua produzione poetica.

La terza comprende l’epistolario con Tristan Tzara, fondatore e nume tutelare del dadaismo, indispensabile per capire il pensiero del giovane artista sino al superamento del dadaismo e il clima dell’epoca.

La quarta e ultima parte del libro è infine dedicata alla sua opera pittorica con la riproduzione di tutti i suoi quadri, degli acquarelli e dei disegni che si sono potuti reperire sino a oggi e sulla cui autenticità non ci sono dubbi.

Fabbricanti d’Oro

Fabbricanti d’Oro

Storie di Alchimisti
Autore/i: Meyrink Gustav
Editore: Edizioni Mediterranee
Traduzione di Vittorio Fincati.
Introduzione di Gianfranco de Turris
pp. 284, Roma

Molti oggi in Italia conoscono i testi di narrativa e saggistica di Gustav Meyrink, soprattutto i primi, stampati innumerevoli volte specie negli ultimi anni, tuttavia in questo accavallarsi di riedizioni era finora sfuggito un singolare volume, Fabbricanti d’oro, pubblicato nel 1925. Si tratta di tre storie di tre alchimisti, Laskaris, Sendivogius e Sehfeld, in cui, per la prima e unica volta, Meyrink usa un registro a metà fra la narrazione e la ricostruzione storica, fra cronaca e racconto. Insomma, una storia romanzata che oggi forse si definirebbe docufiction:la vita, le avventure, le fortune e le disgrazie di alcuni alchimisti tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Settecento, cioè un periodo che i lettori non particolarmente edotti della storia dell’ermetismo occidentale potrebbero considerare insolito, abituati forse a immaginarsi gli alchimisti collocati in ambienti e atmosfere medievali.

Le Società Segrete in Cina

Le Società Segrete in Cina

Origine e ruolo storico
Autore/i: Favre Benoît
Editore: Edizioni Mediterranee
Introduzione e traduzione di Paolo Imperio pp. 142, Roma

Les Sociétés secrètes en Chine, pubblicato nel 1933, è un’opera che, secondo René Guénon – che la consultò per la stesura di La Grande Triade –, ha avuto il pregio d’intravedere cose che di solito sfuggono ai sinologhi e, lungi “dall’aver risolto tutti i problemi sollevati in proposito, ha comunque il merito di averli posti in modo abbastanza chiaro”.
Un testo cardine, che è stato il riferimento obbligato per chiunque volesse avvicinarsi alle società segrete cinesi, a lungo mal conosciute a causa di una totale assenza di studi seri e di documentazione sufficiente al riguardo.
Solo la Triade e qualche altra Società sono state oggetto di ricerche approfondite da parte di cultori della Cina, particolarmente favoriti da felici circostanze.
Favre ha attinto largamente alle loro opere come anche ai fondi cinesi ed europei delle biblioteche, e alle riviste di orientalismo. Ha utilizzato fonti particolari, cercando sempre di porsi nella speciale atmosfera in cui si sono evoluti questi organismi, la cui attività e potenza sono, la maggior parte delle volte, tanto più grandi quanto è fitto il mistero che li avvolge.

Una postilla sulle Società segrete cinesi oggi, scritta da Paolo Imperio, traduttore e curatore dell’opera, rende ancor più attuale l’argomento trattato.

Lo Zen e l’Arte dell’Intuizione

Lo Zen e l’Arte dell’Intuizione

Autore/i: Cleary Thomas
Editore: Edizioni Mediterranee
Traduzione dall’inglese di Alessio Rosoldi pp. 184, Roma

I Prajñāpāramitā Sūtra, o sutra della “perfezione della saggezza”, costituiscono uno dei lasciti del Buddhismo Mahayana e danno un’espressione eloquente a uno dei principali interessi del Grande Veicolo: la percezione della śūnyatā,la vacuità essenziale di tutti i fenomeni. La letteratura Prajñāpāramitā consiste di un numero di testi composti nell’India buddhista tra il 100 a.C. e il 100 d.C. Scritti originariamente in lingua sanscrita, ma sopravvissuti fino a oggi principalmente nelle loro traduzioni cinesi, questi testi si occupano dell’esperienza dell’intuizione profonda che non può essere trasmessa mediante concetti o termini intellettuali. Tale corpus letterario mantiene la sua importanza all’interno del Buddhismo Mahayana in generale e dello Zen in particolare. Questo libro presenta una selezione di testi appartenenti alla letteratura Prajñāpāramitā, tratti da fonti differenti e corredati dagli illuminanti commentari di Thomas Cleary, allo scopo di dimostrare i limiti intrinseci del pensiero discorsivo e di rivelare la profonda saggezza nascosta dentro di essi.

Guida alla Studio dell’Ebraico Biblico

Guida alla Studio dell’Ebraico Biblico

1. Parte Teorica
2. Parte Pratica
Autore/i: Deiana Giovanni; Spreafico Ambrogio
Editore: Claudiana
Presentazione di J. Alberto Soggin Vol. 1 pp. 226, vol. 2 pp. 76, Torino

Tradotta in inglese, francese, spagnolo, coreano e polacco, la Guida allo studio dell’ebraico biblico di Giovanni Deiana e Ambrogio Spreafico presenta una grammatica elementare dell’ebraico della Bibbia con esercizi, e relative chiavi, antologia di testi autoriali, vocabolario e sussidio audio online.

«Scrivere una grammatica elementare dell’ebraico biblico è cosa meno facile di quanto sembri a prima vista. Ambrogio Spreafico e Giovanni Deiana offrono qui proprio una grammatica elementare. Lo scopo di questa è preciso: introdurre gli studenti di lettere e di teologia allo studio dell’ebraico biblico, da sempre considerata ianua linguarum semiticarum. Niente di più, ma anche niente di meno. E tale scopo sembra essere stato pienamente raggiunto all’autore di queste linee».

J. Alberto Soggin

Mind in the Balance

Mind in the Balance

Meditation in Science, Buddhism and Christianity
Autore/i: Wallace B. Alan
Editore: Columbia University Press
pp. 246, New York (USA)

By establishing a dialogue in which the meditative practices of Buddhism and Christianity speak to the theories of modern philosophy and science, B. Alan Wallace reveals the theoretical similarities underlying these disparate disciplines and their unified approach to making sense of the objective world.
Wallace begins by exploring the relationship between Christian and Buddhist meditative practices. He outlines a sequence of meditations the reader can undertake, showing that, though Buddhism and Christianity differ in their belief systems, their methods of cognitive inquiry provide similar insight into the nature and origins of consciousness.
From this convergence Wallace then connects the approaches of contemporary cognitive science, quantum mechanics, and the philosophy of the mind, combining a concrete analysis of conceptions of consciousness with a guide to cultivating mindfulness and profound contemplative practice.

Il Volto degli Déi

Il Volto degli Déi

Legge, archetipo e mito
Autore/i: Otto Walter F.
Editore: Fazi
Introduzione di Giampiero Moretti.
Traduzione di Alessandro Stavru pp. 94, Roma

Venti tesi sull’essenza del mito, sulla civiltà degli antichi e sulla lontananza del divino: in pagine serrate e profetiche, Walter F. Otto, uno dei maggiori pensatori tedeschi e storico delle religioni, ripercorre lo sviluppo spirituale dell’Occidente sul filo di parole chiave come legge, archetipo e mito, intese quali stazioni ermeneutiche fondamentali per comprendere il mondo antico e i suoi aspetti più problematici.
Per Otto l’archetipo dell’essere umano non è la natura intesa come insieme di leggi psico-fisiche, ma lo Spirito che, pur oltrepassando la sfera naturale, la vivifica e le conferisce una nuova dimensione. Adottando una visione della grecità come sintesi perfetta di naturale e spirituale, sulla scia di Hölderlin, Keats e Goethe, Otto identifica nella lingua e nel linguaggio la risposta umana all’essere, la sua rivelazione.
Da questa compenetrazione si svela dunque la vera essenza del mito: quella «forma dello spirito» che non è fede, da sempre rappresentazione di un’assenza, ma visione, ascolto e presenza diretta del dio. Secondo Otto gli dèi hanno davvero camminato con gli uomini.

Hinduismo

Hinduismo

Autore/i: Della Casa Carlo; Piano Stefano; Piantelli Mario
Editore: Laterza
A cura di Giovanni Filoramo pp. 374, Roma-Bari

Una aggiornata visione d’insieme di una grande realtà religiosa destinata a recitare una parte importante anche nell’attuale confronto interculturale. Questo volume abbraccia la lunga parabola storica dello hinduismo, la ricca complessità di miti e rappresentazioni, le scuole filosofiche, le pratiche ascetiche, le forme devozionali che conservano ancor oggi, per l’immaginario occidentale, un fascino misterioso e intramontabile.

Arte Ginnastica – De Arte Gymnastica

Arte Ginnastica – De Arte Gymnastica

Autore/i: Mercuriale Girolamo
Editore: Banco di Santo Spirito
Tomo 1 – Traduzione italiana di Ippolito Galante, prefazione di Giulio Andreotti.
Tomo 2 – Riproduzione in facsimile. Voll.2 – vol.1, pp. LVI-424; vol.2 pp. (16)-308-(30)

L’iniziativa presa dal Banco di Santo Spirito, di ripubblicare facsimilarmente la IV edizione del De Arte Gymnastica di Girolamo Mercuriale (l’ultima riveduta e ampliata dall’Autore) e di accompagnarla con una traduzione italiana il più possibile fedele e moderna, che permetta la lettura dell’opera a quanti per scarsa o dimessa consuetudine con le lettere latine troverebbero difficoltà ad accedere all’originale, acquista particolare rilievo, in quanto coincide con la celebrazione delle Olimpiadi in Roma. Infatti, gli sportivi convenuti nella Città Eterna per una delle massime solennità di carattere internazionale che abbiano luogo nel mondo, l’unica, forse, ancora capace di affratellate tutti i popoli della terra sotto l’insegna dello spirito agonistico e al di fuori di ogni altra ideologia più o meno sentita, avranno agio in tal modo di ricordare il fondatore della ginnastica medica moderna e di apprezzare l’opera di colui che per primo ne fece una trattazione sistematica.

La figura e l’opera del Mercuriale, non a tutti sufficientemente familiari, esigono che se ne faccia una presentazione. Manca infatti tuttora una monografia completa e di ampio respiro; e d’altra parte, gli scritti del Mercuriale, tutti stilati in lingua latina, sono numerosi, per lo più di grande mole, e densi di dottrina che sfugge alla preparazione di chi, anche medico, non abbia profonda conoscenza della storia della medicina classica, greca e romana, e di quella medioevale, specialmente araba. Si aggiunga che la lingua e lo stile di essi – e a volte si tratta addirittura di appunti raccolti da alunni – sono tutt’altro che piani: sicché spesso il volersi dar conto preciso di quanto l’Autore abbia inteso dire è impresa di non lieve fatica. In attesa pertanto che un maggior interessamento da parte degli studiosi della medicina rinascimentale possa fornire una illustrazione più dettagliata e precisa della personalità del Mercuriale, noi ci limiteremo a raccogliere qui i dati essenziali sulla vita e sull’opera sua….

Catalogo dei Manoscritti Islamici

Catalogo dei Manoscritti Islamici

Conservati nella Biblioteca Universitaria di Bologna – Volume I
Autore/i: Machaeva Orazgozel
Editore: Persiani
pp. 382, Bologna

Catalogo dei manoscritti islamici – Il presente lavoro è il primo volume di un catalogo integrale dei manoscritti islamici conservati nella Biblioteca Universitaria di Bologna. Esamina in dettaglio alcune particolari sezioni del “Fondo Marsili” di cui fornisce descrizione paleografica e tematica dei codici, tra i quali non sono pochi quelli finora mai segnalati e descritti in cataloghi precedenti.

Orazgozel Machaeva ha compiuto gli studi universitari in scienze orientalistiche (1981) presso l’Università di Leningrado, oggi San Pietroburgo. Successivamente (1987) ha conseguito un dottorato in filologia orientale presso l’Istituto di Orientalistica dell’Accademia delle Scienze Sovietica a Mosca. Ha lavorato come ricercatrice nell’Istituto Nazionale dei manoscritti dell’Accademia delle Scienze del Turkmenistan (Ashgabad) dal 1981 al 1995. Trasferitasi in Italia negli anni ’90 del secolo scorso si è occupata di ricerche sui manoscritti arabi, persiani e turchi conservati nella Biblioteca Universitaria di Bologna, ai quali ha dedicato diversi articoli apparsi in lingua italiana, inglese e russa. È autrice dell’introduzione e della sezione turkmena del volume Fiabe di Samarcanda (Milano, Arcana Editrice, 1994). Ha partecipato come relatrice a numerosi convegni internazionali (ex URSS, Italia, Inghilterra, USA, Francia).

Valdo. L’Eretico di Lione

Valdo. L’Eretico di Lione

Autore/i: Merlo Grado Giovanni
Editore: Claudiana
pp. 120, Torino

Attraverso un’avveduta analisi della documentazione più antica e attendibile, Grado Giovanni Merlo delinea la vicenda umana e l’esperienza di conversione religiosa del ricco cittadino di Lione Valdo, incentrata – una trentina d’anni prima di Francesco d’Assisi – sulla povertà evangelica e la missione apostolica. Un uomo che nel 1184 divenne «per sempre eretico» per i vertici della chiesa romana.

Opere Vol. 8: La Dinamica dell’Inconscio

Opere Vol. 8: La Dinamica dell’Inconscio

Autore/i: Jung Carl Gustav
Editore: Bollati Boringhieri
Traduzione di Silvano Daniele pp. 612, ill. b/n, Torino

Gli scritti raccolti in questo ottavo volume delle Opere sono tutti posteriori alla rottura scientifica con Freud ed esprimono il pensiero proprio di Jung. Alcuni saggi cercano di figurare un modello della psiche fondato sul concetto di libido intesa come energia psichica. Altri definiscono le modalità di emergenza della tendenza all’individualizzazione; altri ancora discutono i ritmi vitali dell’esperienza psichica e i presentimenti inconsci della morte individuali e collettivi. Infine i due ultimi testi sulla sincronicità costituiscono un tentativo di elevare alla dignità di una ricerca scientifica certi fenomeni di correlazione psicofisica altrimenti inspiegabili dalla scienza causalistica.

Il volume accoglie dunque i grandi testi tecnici della piena maturità di Jung, quasi il cuore di un’opera di valore e dimensioni eccezionali.

Pensiero ed Esperienza Vissuta Corporea

Pensiero ed Esperienza Vissuta Corporea

Opere di Kitarō Nishida – Vol. II
Autore/i: Nishida Kitarō
Editore: Mimesis
a cura di Enrico Fongaro pp. 282, Milano-Udine

Pensiero ed esperienza vissuta corporea è una raccolta di saggi composti negli anni che immediatamente precedono e seguono la pubblicazione di Uno studio sul bene (1911). Questo secondo volume delle Opere permette di gettare uno sguardo sull’intenso lavoro di appropriazione e traduzione del pensiero occidentale che aveva reso possibile il primo e fortunato testo di Nishida, ma che solo a tratti in esso traspariva. Bergson, i filosofi neokantiani, la fenomenologia, ma anche Lotze e Poincaré, appaiono in questo libro come gli autori guida, con i quali confrontarsi per cercare un orientamento e superare le critiche che erano state mosse a Uno studio sul bene dal giovane studioso Satomi Takahashi in un celebre saggio che qui compare in appendice. Abbandonato il concetto di esperienza pura, in Pensiero ed esperienza vissuta corporea Nishida compie, grazie a Royce e Dedekind, il primo passo verso la definizione del concetto di autoconsapevolezza, che sarà al centro del suo pensiero nel decennio successivo.

Kitarō Nishida (1870-1945), è considerato il filosofo giapponese più influente del ventesimo secolo. Dal suo pensiero ha avuto origine la cosiddetta Scuola di Kyoto (Kyōto gakuha), un gruppo di pensatori tra i più creativi nel panorama filosofico novecentesco in Giappone.

Visualizza indice

Prefazione alla terza edizione
Prefazione all’edizione rivista e ampliata Prefazione

Sulle tesi epistemologiche sostenute nella «logica pura» ta legge

Intendimento logico e intendimento matematico Scienze naturali e scienze storiche

Risposta alle critiche rivolte dallo studioso (Satomi) Takahashi alla mia opera Uno studio sul bene

Il metodo della filosofia di Bergson

La durata pura di Bergson

La filosofia contemporanea

La coscienza pura di Cohen

La metafisica di Lotze

Henri Poincaré come epistemologo

Su Tolstoj

Gutoku Shinran

Introduzione a Biografia di Yakumo Koizumi

Introduzione a Corsi di storia della letteratura giapponese

Introduzione a Materia e Memoria

Appendice. Il reale dei fenomeni della coscienza

e il suo senso. Leggere Uno studio sul bene di Nishida di Satomi Takahashi

Postfazione

L’Esotismo nelle Letterature Moderne

L’Esotismo nelle Letterature Moderne

Autore/i: AA. VV.
Editore: Liguori
A cura di Elémire Zolla pp. 232, Napoli

Indice

Elémire Zolla, La parola sincretismo; Due varianti dell’esotismo (Parigi fra il 1862 e il 1932)

Marina Maymone Siniscalchi, William Beckford: viaggio iniziatico verso l’Oriente

Alessandra Contenti, Praga, Simla e Francis Marion Crawford

Valentina de Angelis, Nota su Max Dauthendey

Carla Solivetti, V. Chlebnikov, derviscio alla russa

Claudia Lasorsa Siedina, La funzione teoretica dello studio delle letterature esotiche nella comparatistica di Viktor M. Zirmunskij

Andrea Mariani, Esotismo e classicismo nella poesia di Horace Gregory

Fedora Giordano, Esotismo e nostalgia delle origini nei romanzi di Frederic Prokosch

Caterina Ricciardi, Anatomia di un mandala: il modello critico di Northrop Frye

Marina Camboni, Volo a Oriente. Le opere di Toni Maraini

Toni Maraini, L’esotico e l’esilio. Dialogo con Marina Camboni

Andare per l’Italia Longobarda

Andare per l’Italia Longobarda

Autore/i: Azzara Claudio
Editore: Il Mulino
pp. 144, ill. b/n, Bologna

Antica tribù armata venuta dal nord, i longobardi hanno lasciato nella penisola, fra il 568 e il 774 d.C., straordinarie testimonianze artistiche, architettoniche, politiche e religiose, nelle quali vediamo integrarsi cultura germanica, tradizione romana, spiritualità cristiana, influenze bizantine. Andando alla scoperta di questa ricca pagina della nostra storia ci imbatteremo in prodigiose fortezze, antiche chiese e affascinanti monasteri. Dal primo ducato di Cividale nel Friuli – attraverso il Veneto e l’Emilia-Romagna – giungeremo al cuore del Regno, la Lombardia, e alla sua capitale Pavia. Memorie di questa presenza vigorosa si ritrovano poi in Piemonte, Liguria, e nelle terre di Toscana, con il mirabile Ducato di Spoleto. Toccheremo infine le propaggini meridionali, le più longeve dei domini longobardi, come Benevento, Salerno e Capua.

Antoine Jean-Baptiste Thomas e il Popolo di Roma 1817-1818

Antoine Jean-Baptiste Thomas e il Popolo di Roma 1817-1818

Autore/i: D’Amelio Angela Maria; Tozzi Simonetta
Editore: Campisano Editore
Con un saggio di Giovanna Capitelli pp. 220, nn ill. a colori, Roma

Come doveva apparire agli occhi di un francese la Roma di inizio Ottocento? Caotica e rumorosa, certo, ma anche piena di colori e di suoni, di odori perfino e costellata di volti caratteristici e anonimi al tempo stesso, inconfondibili. Sono i mestieri del popolo ad animare le vie e le piazze, assieme ai rituali condivisi dalla gente come dai nobili e dal clero e snocciolati come i grani di un rosario lungo tutto l’anno, giorno dopo giorno, a cadenzare il tempo e le stagioni.
Questo caleidoscopio di scene quotidiane colpì a tal punto il pittore Antoine Jean-Baptiste Thomas da spingerlo a realizzare una serie di schizzi dal vero, durante il suo soggiorno romano tra il 1816 e il 1818 in qualità di vincitore del Prix de Rome dell’Accademia di Francia. Solo dopo il suo rientro in Francia questi fogli vennero selezionati dall’autore e organizzati in 12 sezioni corrispondenti ai mesi dell’anno, con un testo esplicativo di accompagno alle immagini. Fu poi François Le Villain a trarne le litografie che confluirono nel volume Un an à Rome et dans ses environs, edito da Firmin Didot prima nel 1823 e poi nel 1830. Tutte le opere sono conservate nelle raccolte del Museo di Roma

La Cappella Corsini

La Cappella Corsini

Nella basilica romana di San Giovanni in Laterano
Autore/i: Napoleone Caterina
Editore: Franco Maria Ricci Editore
Apparati biografici di Alfredo Marchionne Gunter.
Fotografie di Luciano Romano pp. 96, nn. ill. a colori, Milano

Estratto dal testo.

[…] La Cappella è inserita nell’antica Basilica costantiniana, che sin dalle origini è la Sede
del Vescovo di Roma, il Papa, e quindi uno dei luoghi più importanti della Cristianità, meta spirituale dell’ecumene cattolica e delle celebrazioni legate al ministero petrino del Romano Pontefice; come recita anche lo scritta che campeggia sulla splendida facciata (voluta anch’essa da Papa Clemente e opera della stessa Alessandra Galilei) “Sacrosancta Lateranensis Ecclesia Mater et Caput Omnium Ecclesiarum Urbis et Orbis”.

Questo volume illustra la Cappella Corsini con una eccezionale dovizia di immagini nella spettacolore veste grafica che da sempre contraddistingue le edizioni d’arte di Franco Maria Ricci: con la sua inedita scelta di riproduzioni fotografiche ci offre una visione privilegiata, ben oltre il consueto colpo d’occhio concesso al comune visitatore che varca l’ingresso della cappella stessa attratto dal grandioso sacello gentilizio.

Essere nell’Eterno per Vivere nel Tempo

Essere nell’Eterno per Vivere nel Tempo

Gli “Scritti di Londra” di Simone Weil
Autore/i: Moser Sabina
Editore: Lorenzo de’ Medici Press
Nota introduttiva di Giancarlo Gaeta pp. 128, Firenze

Estratto dalla Nota introduttiva

Il compito che l’autrice di questo saggio si è proposto è di mostrare il persistere fino al nostro tempo dei mali sociali, morali e culturali che nella prima metà del Novecento avevano determinato la crisi irreversibile della civiltà europea e che Simone Weil si era impegnata a mettere in luce, suggerendone altresì correttivi germinati in lei da tutt’altra ispirazione rispetto a quella di cui quei mali erano effetto, vale a dire la fede nella forza, osservata come principio primo della convivenza umana […]. È nel breve periodo ultimo, trascorso a Londra come impiegata del governo francese in esilio, che ella ha espresso un pensiero politico giunto a piena maturazione […].

Sabina Moser si è impegnata a estrarre da quegli scritti quanto può aiutare a leggere criticamente il presente, sottraendolo alla deriva dei fatti compiuti, all’inerzia della caduta in un presente avulso da una reale coscienza storica e da una visione a cui ispirare l’agire. Ben venga, dunque, l’invito a riprendere in mano gli Scritti di Londra, saranno comunque e quanto meno un viatico per sottrarsi all’istupidimento.

Luigi XIV

Luigi XIV

Autore/i: Wolf John B.
Editore: Garzanti
Traduzione dall’inglese di Marco Papi pp. 704, Milano

Nella storia del Potere – ma forse dovremmo dire semplicemente: nella Storia … – Luigi XIV occupa una posizione eminente. «Culto delle personalità» è un’espressione del nostro tempo; se volessimo applicarla al passato dell’Europa, essa converrebbe, forse più che a chiunque altro, a colui che fu chiamato il Re Sole. Chi visiti le regge delle capitali europee, vi ritroverà la eco della prima e della più sontuosa fra tutte: Versailles. All’idea della regalità Luigi XIV diede non solo un Tempio (Versailles, appunto), ma anche uno stile e un contenuto nuovi. Voltaire fu il primo a porre il Re Sole al centro di un’epoca, intitolando una sua opera Il secolo di Luigi XIV; «secolo» che appariva, a Voltaire, di fioritura e di splendore. In realtà, se guardiamo più da vicino il periodo in questione, il suo mitologico fulgore si offusca, e ci accorgiamo di muoverci fra ombre, contraddizioni, crisi. I cattivi raccolti, e un ristagnare del commercio contro cui il ministro Colbert non cesserà di lottare, caratterizzano i primi anni del regno di Luigi XIV; seguì un’epoca di instabilità, congiure, irrequietezza dei partiti; infine, il fosco epilogo, durante il quale l’Europa intera sembrò muovere in armi contro un re stremato.
Eppure, queste vicende furono come riscattate dal sigillo che Luigi XIV vi impresse, dal suo emblema «solar ». La Francia su cui il Re Sole regnò era ricca di uomini di genio; alcuni di essi si piegarono a una sovranità totalitaria che sembrava trovare i suoi interpreti autorizzati persino nell’ambito del gusto letterario; altri resistettero; tutti, nella prospettiva dei posteri, finirono per unirsi al corteggio di quello che fu chiamato Siècle d’Or. Oltre a Corneille, a Racine, a Molière (i cui nomi bastano a suggerire l’insistente domanda di «spettacolo» che l’epoca rivolgeva ai suoi interpreti), a Pascal, agli altri, il «secolo» vide nascere il nuovo Stato militare e burocratico, fondato sulla rete degli «intendenti» che rappresentavano nelle province il potere centrale.

Quest’opera di John B. Wolf è una sua biografia. La definizione va intesa non in senso lato ma rigorosamente: è nel microcosmo della reggia che Wolf vede riflessi i grandi temi dell’epoca, e ancor più in quell’altro microcosmo che fu la psiche del re. Regine, ministri, nobili, mogli, amanti sfilano nelle pagine di questo libro, affabilmente descritti e insieme penetrati nella loro verità psicologica, secondo le migliori tradizioni della storiografia angìosassone (si veda, fra tanti, il ritratto di Madame de Maintenon). E in mezzo a tutti spicca la figura del re, colta nella sua sfuggente complessità, nel suo spartirsi tra autenticità e finzione, infine nelle sue inclinazioni religiose, di cui Wolf sa ben sottolineare il timbro sincero, e che fanno, di colui che fu l’abile manager del primo moderno Stato accentrato, anche un principe cristiano della tradizione, un frutto caratteristico dell’Europa del XVII secolo.

Storia delle Donne – Il Novecento

Storia delle Donne – Il Novecento

Autore/i: Duby Georges; Perrot Michelle
Editore: Laterza
Introduzione e cura di Françoise Thébaud. Traduzioni di Maria Arioti, Giampiero Cara, Fausta Cataldi Villari, Attilio Chitarin, Carlo De Nonno, Daniele Germinario, Cristina Rognoni, Elena Tavani, Giorgia Viano Marogna, Paola Villani pp. VIII-710, 49 tavv. b/n, Roma-Bari

Per molto tempo le donne sono state lasciate nell’ombra della storia. Poi hanno cominciato a uscirne, grazie anche allo sviluppo dell’antropologia, all’attenzione dedicata al tema della famiglia, all’affermarsi della storia delle “mentalità”, che punta sul quotidiano, il privato, l’individuale. Soprattutto, è stato il movimento delle donne a portarle sul proscenio della storia, ponendo alcuni interrogativi sul loro passato e il loro futuro. E le donne hanno avviato, dentro e fuori l’università, la ricerca sulle loro antenate, per comprendere le radici del dominio subìto e il significato dei rapporti tra i sessi attraverso il tempo e lo spazio.
Di questo, infatti, si tratta. Il titolo Storia delle donne ha una indubbia capacità evocativa. Ma occorre guardarsi bene dal credere che le donne siano oggetto di storia in quanto tali. È il loro posto nella società, la loro “condizione”, i loro ruoli e il loro potere, il loro silenzio e la loro parola che intendiamo comprendere. È la varietà delle rappresentazioni della donna – di volta in volta Dea, Madonna, Strega … che vogliamo cogliere nella permanenza e nelle trasformazioni.
Una storia di relazioni, che chiama in causa tutta la società, che è storia dei rapporti tra i sessi, e dunque anche storia degli uomini. Una storia di lunga durata – dall’antichità ai giorni nostri – che riproduce nei cinque volumi le scansioni della storia dell’Occidente.

Bilancio provvisorio, strumento di lavoro, piacere della storia, luogo di memoria: questo ci auguriamo sia la Storia delle donne.

Georges Duby e Michelle Perrot

Storia delle Donne – L’Ottocento

Storia delle Donne – L’Ottocento

Autore/i: Duby Georges; Perrot Michelle
Editore: Laterza
A cura di Genevieve Fraisse e Michelle Perrot.
Traduzioni di Emilia Benghi, Fausta Cataldi Villari, Carlo De Nonno, Vincenzo Matera, Paolo Russo, Giorgia Viano Marogna pp. VIII-614, 47 tavv. b/n, Bari-Roma

Per molto tempo le donne sono state lasciate nell’ombra della storia. Poi hanno cominciato a uscirne, grazie anche allo sviluppo dell’antropologia, all’attenzione dedicata al tema della famiglia, all’affermarsi della storia delle “mentalità”, che punta sul quotidiano, il privato, l’individuale. Soprattutto, è stato il movimento delle donne a portarle sul proscenio della storia, ponendo alcuni interrogativi sul loro passato e il loro futuro. E le donne hanno avviato, dentro e fuori l’università, la ricerca sulle loro antenate, per comprendere le radici del dominio subìto e il significato dei rapporti tra i sessi attraverso il tempo e lo spazio.
Di questo, infatti, si tratta. Il titolo Storia delle donne ha una indubbia capacità evocativa. Ma occorre guardarsi bene dal credere che le donne siano oggetto di storia in quanto tali. È il loro posto nella società, la loro “condizione”, i loro ruoli e il loro potere, il loro silenzio e la loro parola che intendiamo comprendere. È la varietà delle rappresentazioni della donna – di volta in volta Dea, Madonna, Strega … che vogliamo cogliere nella permanenza e nelle trasformazioni.
Una storia di relazioni, che chiama in causa tutta la società, che è storia dei rapporti tra i sessi, e dunque anche storia degli uomini. Una storia di lunga durata – dall’antichità ai giorni nostri – che riproduce nei cinque volumi le scansioni della storia dell’Occidente.

Bilancio provvisorio, strumento di lavoro, piacere della storia, luogo di memoria: questo ci auguriamo sia la Storia delle donne.

Georges Duby e Michelle Perrot

Storia delle Donne – Dal Rinascimento all’Età Moderna

Storia delle Donne – Dal Rinascimento all’Età Moderna

Autore/i: Duby Georges; Perrot Michelle
Editore: Laterza
A cura di Natalie Zemon Davis e Arlette Farge.
Traduzioni di Fausta Cataldi Villari, Franca Doriguzzi, Enzo Matera, Lucia Nencini, Paolo Russo, Marina Tartara, Franz Theunis, Maria Pia Viggiano pp. 560, 49 ill. b/n, Bari-Roma

Per molto tempo le donne sono state lasciate nell’ombra della storia. Poi hanno cominciato a uscirne, grazie anche allo sviluppo dell’antropologia, all’attenzione dedicata al tema della famiglia, all’affermarsi della storia delle “mentalità”, che punta sul quotidiano, il privato, l’individuale. Soprattutto, è stato il movimento delle donne a portarle sul proscenio della storia, ponendo alcuni interrogativi sul loro passato e il loro futuro. E le donne hanno avviato, dentro e fuori l’università, la ricerca sulle loro antenate, per comprendere le radici del dominio subìto e il significato dei rapporti tra i sessi attraverso il tempo e lo spazio.
Di questo, infatti, si tratta. Il titolo Storia delle donne ha una indubbia capacità evocativa. Ma occorre guardarsi bene dal credere che le donne siano oggetto di storia in quanto tali. È il loro posto nella società, la loro “condizione”, i loro ruoli e il loro potere, il loro silenzio e la loro parola che intendiamo comprendere. È la varietà delle rappresentazioni della donna – di volta in volta Dea, Madonna, Strega … che vogliamo cogliere nella permanenza e nelle trasformazioni.
Una storia di relazioni, che chiama in causa tutta la società, che è storia dei rapporti tra i sessi, e dunque anche storia degli uomini. Una storia di lunga durata – dall’antichità ai giorni nostri – che riproduce nei cinque volumi le scansioni della storia dell’Occidente.

Bilancio provvisorio, strumento di lavoro, piacere della storia, luogo di memoria: questo ci auguriamo sia la Storia delle donne.

Georges Duby e Michelle Perrot

Civiltà del Lazio Primitivo

Civiltà del Lazio Primitivo

Palazzo delle Esposizioni – Roma 1976
Autore/i: AA. VV.
Editore: Multigrafica
A cura di Giovanni Colonna con la collaborazione di Gilda Bartoloni, Elena Colonna Di Paolo, Francesca Melis pp. XXXII-400, 100 tavv. b/n f.t., Roma

Indice generale

Preliminari

Presentazioni di: Giovanni Spadolini, Maurizio Ferrara, Bruno Lazzaro, Renzo Eligio Filippi

Premessa di Massimo Pallottino

Abbreviazioni

NOTE lNTRODUTTIVE

Geografia fisica ed umana del Lazio primitivo (Lorenzo Quilici)

Le fasi culturali della protostoria laziale:

a) I precedenti dell’età del bronzo (Maria Antonietta Fugazzola Delpino)

b) Le fasi preurbane della fine dell’età del bronzo e dell’inizio dell’età del ferro (Renato Peroni)

c) Le fasi protourbane dell’età del ferro dal IX al VII secolo a.c. (Giovanni Colonna)

Inquadramento storico (Massimo Pallottino

Tabella cronologica

Storia delle scoperte e degli studi (Lorenzo Quilici, Stefania Quilici Gigli)

Nota museografica (Stefania Quilici Gigli)

CATALOGO

L’età del bronzo (Maria Antonietta Fugazzola Delpino)

Il gruppo dei Colli Albani (Anna Maria Bietti Sestieri)

Villa Cavalletti (Anna Maria Bietti Sestieri)
Boschetto (Anna Maria Bietti Sestieri)
Campofattore (Anna Maria Bietti Sestieri) .
S. Lorenzo Vecchio (Anna Maria Bietti Sestieri)
Velletri (Anna Maria Bietti Sestieri)
Tomba Andreoli (Anna Maria Bietti Sestieri)
Riserva del Truglio (Maria Cataldi Dini)

Roma (Ferdinando Castagnoli)

Sepolcreti della valle del Foro e tombe del Palatino (Filippo Delpino)
Foro Romano:
A) Arco di Augusto (Filippo Delpino)
B) Tempio di Antonino e Faustina (Carmine Ampolo, Filippo Delpino)
Foro di Augusto (Filippo Delpino)
Palatino (Carmine Ampolo, Filippo Delpino)
Il sepolcreto dell’Esquilino (Eugenio La Rocca, Anna Sommella Mura)
Quirinale (Eugenio La Rocca)
L’abitato del Palatino (Carmine Ampolo)
Campidoglio, la «favissa» (Anna Sommella Mura)

Antemnae – nota topografica (Lorenzo Quilici)

Fidenae (Stefania Quilici Gigli, Fausto Zevi)

Crustumerium – nota topografica (Stefania Quilici Gigli)

Ficulea – nota topografica (Stefania Quilici Gigli)

Corniculum – nota topografica (Stefania Quilici Gigli)

La Rustica (Gianfilippo Carettoni, Paola Zaccagni e altri)

Osteria dell’Osa (M. Ornella Acanfora, Anna Paola Anzidei, Anna Maria Bietti Sestieri)

Gabii – notà topografica (Lorenzo Quilici)

Collatia – nota topografica (Lorenzo Quilici)

Tivoli (Domenico Faccenna, Maria Antonietta Fugazzola Delpino)

Palestrina (Praeneste) (Gilda Bartoloni, Fulvio Canciani, Giovanni Colonna, Friedrich W. von Hase, Gunther Holbl, Fausto Zevi)

Ficana (Fausto Zevi)

Castel di Decima (Alessandro Bedini, Federica Cardano, Marcello Guaitoli, Fausto Zevi)

Tellenae – nota topografica (Lorenzo Quilici)

Pratica di Mare (Lavinium) (Ferdinando Castagnoli, Umberto Ciotti, Maria Pia Muzzioli, Paolo Sommella

Ardea (Anna Maria Bietti Sestieri)

Ardea – nota topografica (Lorenzo Quilici)

Anzio (Giovanna Bergonzi)

Satricum (Gilda Bartoloni, Fulvio Canciani, Giovanni Colonna. Friedrich W. von Hase, Mario Moretti)

Campoverde (Carmine Ampolo, Valeria Giovannini)

Pometia – nota topografica (Stefania Quilici Gigli)

Sermoneta (Giovanna Bergonzi)
L’abitato di Monte Carbolino (Giovanna Bergonzi) Le tombe di Valvisciolo (Gilda Bartoloni, Giovanna Bergonzi)

La necropoli di Caracupa (Gilda Bartoloni)

Cassino (Carmine Ampolo

Ceramica d’importazione a Roma (Eugenio La Rocca)

La diffusione della scrittura (Giovanni Colonna)

I danni arrecati negli ultimi decenni al patrimonio archeologico e culturale del Lazio antico (Stefania Quilici Gigli)

INDICI

Indice delle provenienze

Indice dei musei

Indice dei collaboratori

Indice delle tavole

Codex Hammurabi. Textus Primigenius

Codex Hammurabi. Textus Primigenius

Autore/i: Bergmann E.
Editore: Pontificio Istituto Biblico
editio tertia pp. 52, tavv. b/n, Roma

Quando Hammurabi ascese al trono, Babilonia era ancora un regno minore all’interno di un complesso sistema di città-stato. Tessendo le trame di una fìtta rete di alleanze e approfittando dell’indebolimento degli Stati limitrofi, Hammurabi riuscì a sconfiggere uno dopo l’altro i suoi avversari e a riunire l’intera Mesopotamia in un’unica grande forza. Ma la notorietà del sovrano di Babilonia andò ben oltre l’abilità militare: con lui l’elemento semitico prese il sopravvento su quello sumerico, manifestandosi sia nel culto divino e nel rituale, sia nel sistema amministrativo fortemente centralizzato e nella promulgazione di una legislazione rigorosa e assolutamente indipendente dalla sfera religiosa. Il Codice di Hammurabi rappresenta, difatti, uno dei più grandi lasciti del “re dei Quattro paesi”.

Testo in cuneiforme.

Le Società di Pensiero e la Rivoluzione Francese

Le Società di Pensiero e la Rivoluzione Francese

Meccanica del processo rivoluzionario
Autore/i: Cochin Augustin
Editore: Il Cerchio
con un saggio introduttivo di Andrea Sciffo, revisione della traduzione a cura di Giovanni Vinciguerra pp. 232, Rimini

L’attualità di questo libro è tale che è possibile definirlo un’opera indispensabile. Esso espone la meccanica con cui la Rivoluzione si impadronisce della società, mira a distruggere ogni opposizione, sostituisce ai bisogni naturali bisogni artificiali, falsifica i concetti più elementari perseguitando coloro che difendono le verità permanenti. L’Autore sviluppa le sue considerazioni partendo da un esame profondo della Rivoluzione Francese, nella sua preparazione, nella sua esplosione e nel suo tirannico trionfo, mostrando soprattutto i meccanismi di una Rivoluzione che continua a ripetersi, funzionando sempre alla stessa maniera, dai moti rivoluzionari dell’Ottocento alla Rivoluzione bolscevica alla contestazione selvaggia. A Cochin non interessano tanto i protagonisti del fenomeno, quanto i suoi procedimenti. Il meccanismo deve avere un centro organizzativo, il cui obiettivo preliminare sarà l’unione strettissima di tutti coloro che possono contribuire alla Rivoluzione. E già questa unione è fosca, perché gli uomini stretti da simili legami diventeranno in breve tempo nemici implacabili: le prime vittime dell’odio fraterno sono immancabilmente i fratelli di ieri.

Introduzione alla Vita Devota. Trattato dell’Amor di Dio

Introduzione alla Vita Devota.
Trattato dell’Amor di Dio

Autore/i: Francesco Di Sales (San)
Editore: Utet
A cura di Francesco Marchisano pp. 962, ill. b/n f.t., Torino

Estratto da Introduzione

L’Introduzione alla Vita Devota fu senza dubbio il best seller della produzione letteraria francese del secolo XVII. Oltre quaranta edizioni e ristampe in meno di vent’anni – parecchie delle quali in diverse parti della Francia ad insaputa dello stesso autore -; traduzioni in diciassette lingue nel giro di pochi decenni, sono un successo che qualsiasi scrittore auspicherebbe per le proprie opere…

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