Libreria ASEQ - Via dei Sediari, 10 • 00186 Roma - Email: info@aseq.it - Tel. 06 6868400

Selezione di volumi Aseq Editrice

Dante. Una Vita In Esilio

Dante. Una Vita In Esilio

Autore/i: Mercuri Chiara
Editore: Laterza
pp. 234, Bari-Roma

L’esilio è come il mar Rosso che si richiude dietro alle spalle, senza aprire alcuna Terra Promessa; ti lascia lì in mezzo al guado, impossibilitato ad andare avanti, impedito nel tornare indietro. Mandare qualcuno in esilio nell’Italia del Trecento significava volergli fare terra bruciata intorno, distruggergli il nido, buttargli giù la casa pietra a pietra, sasso a sasso, trave a trave. A partire dal racconto tragico dell’esperienza dell’esilio, riprendono vita le vicende biografiche e poetiche di uno dei più grandi autori della letteratura mondiale.

La Ferita dei Non Amati

La Ferita dei Non Amati

Il marchio della mancanza d’amore
Autore/i: Schellenbaum Peter
Editore: Red
Traduzione di Donatella Besana pp. 220, Como

«Non mi ama nessuno», «È andata male anche questa volta», «Era la persona sbagliata»: quando frasi come queste affiorano alle nostre labbra, è segno che una vecchia ferita si è riaperta, l’impronta di una antica mancanza di affetto, il residuo di un bisogno d’amore rimasto inappagato.
Molti di noi si sentono incompresi, soli, abbandonati, amati poco. Nella maggior parte dei casi questo sentimento ha origini lontane, in un’esperienza amorosa non felice, magari vissuta nell’infanzia, che si è radicata profondamente in noi, condizionando e influenzando tutte le nostre relazioni affettive. Ma per potercene liberare, suggerisce Peter Schellenbaum, è necessario «analizzarla nelle sue profondità esistenziali», e portarla in superficie. Ed è proprio ciò che, attraverso i suoi innumerevoli ’casi’ e le sue straordinarie intuizioni, questo libro ci invita a fare.
Ed alla fine, dopo avere identificato questa originaria mancanza d’amore, possiamo finalmente diventare per noi stessi quella madre e padre amorosi che mancarono quando ce n’era bisogno.

Ramana Maharshi: Meditazione Olistica

Ramana Maharshi: Meditazione Olistica

Il percorso diretto
Autore/i: Natarajan A.R.
Editore: Om Edizioni
Traduzione e note di Giuseppe Moscatello pp. 128, Quarto Inferiore (BO)

Colui che si imbatte in questa sorta di breviario filosofico redatto da A. R. Natarajan, non pensi mai che ciò possa essere avvenuto per puro caso. Costui sia certo di essere giunto nella propria esistenza, seppur inconsciamente, innanzi all’opportunità di assolvere al proprio dovere ontologico di affrontare i quesiti fondamentali che riguardano l’Essere: la vita, il suo senso e quello della divina Manifestazione Universale. Argomenti altamente filosofici dunque. E quale fonte più antica e autorevole può esservi di quella delle millenarie conoscenze indù? Oltretutto trasmesse attraverso i semplici e toccanti insegnamenti di Romana Maharshi, che come per magia portano luce sui temi in apparenza oscuri riguardanti l’animo umano, permettendo al lettore di fare esperienza diretta della Conoscenza. Risalta in essi l’aderenza alla dottrina advaita (non dualità), che considera l’intero Creato quale manifestazione riflessa dell’eterno e inviolabile Principio Supremo (Brahman/Ātman), l’onnipervadente Sé. Questo testo va dunque assaporato lentamente, soffermandosi a contemplare i concetti semplici e profondi che l’Autore con pazienza ripete, per dimostrare la illusorietà della mente e delle identificazione nei diversi ego che in essa sorgono, ponendosi l’Ātman quale unica verità assoluta. La lettura sarà dunque un’occasione per il lettore di esperienziare direttamente il Sé, quando volto lo sguardo dall’apparente dualità verso la propria vera essenza, finirà per scoprire l’identità tra l’Io e il Sé.

Una Storia Vera

Una Storia Vera

Ed altri scritti
Autore/i: Luciano Di Samosata
Editore: Einaudi
Introduzione e cura di Carlo Gallavotti pp. 314, Torino

Estratto dalla Introduzione

Il nome di Luciano è tipicamente latino; ma l’autore è di lingua greca; e l’uomo, nativo della lontana Samosata sulle fastose rive dell’Eufrate, era siro d’origine. Non è una semplice curiosità; tutto questo è un riflesso caratteristico di quel mondo politico e sociale, nel secondo secolo d. C., che pieno quant’altro mai di fermenti nuovi ed oscuri fu nettamente dominato dall’ampia mole dello stato romano, esso stesso profondamente ellenizzato, e cosmopolizzato. Le simpatie di Luciano vanno ad Atene e non a Roma; ma contro Atene stessa va la mordace ironia della sua critica dissolvente. Certo, più di quanto a prima vista possa apparire, i tre fattori che ho detto hanno buon gioco nelle espressioni molteplici di questo spirito libero e spietatamente positivo, terribilmente incredulo, ma neppure così profondamente sereno e sicuro come appare nella parte maggiore dei suoi scritti; ché desolata è l’anima di chi vede attorno a sé solamente impostura, persino nell’agitata e sconvolta vita di quel misero Peregrino che si purifica alla fine nella fiammata di un rogo premeditato; non è del tutto affrancato, e superiore alle miserie terrene, chi morde in pubblico, e non bacia, la mano tesagli da un medico universalmente ammirato e ricercato, quale Alessandro d’Abonotechia, atteggiatosi ad indovino e profeta in un mondo assetato di maraviglioso…

Velud Fulgor Meridianus

Velud Fulgor Meridianus

La “Vita” di papa Gregorio IX. Edizione, traduzione e commento
Autore/i: Spataro Alberto
Editore: Vita E Pensiero
pp. 228, Milano

Il volume di Alberto Spataro propone lo studio, l’edizione, la traduzione e il commento della la biografia ufficiale di Gregorio IX (1227-1241), tramandata dal Liber Censuum della Chiesa romana. Questa fonte, giunta a noi anonima e incompiuta, rappresenta una testimonianza significativa per la storia del papato duecentesco. Il confronto con l’imperatore Federico II di Svevia, il legame con le nuove esperienze religiose, la politica di recupero del Patrimonio di San Pietro, le tensioni con la nobiltà romana, le committenze artistiche e la vita di curia sono narrati in un latino alto e magniloquente. A dispetto dell’ampio e variegato contenuto, questa fonte è spesso accostata con una certa diffidenza, motivata da un’insicurezza riguardo le circostanze di composizione e dalla ostentata faziosità dell’anonimo autore, aperto sostenitore del pontefice. L’indagine condotta in queste pagine fa luce sui problemi relativi alla genesi e alla finalità dell’opera all’interno del quadro più ampio della tradizione storiografica pontificia e del confronto con la coeva produzione curiale.

L’Italia dei Longobardi

L’Italia dei Longobardi

Autore/i: Brozzi Mario; Calderini Cate; Rotili Mario
Editore: Jaca Book
pp. 88, Milano

Indice

Mario Brozzi, Il Ducato del Friuli

Cate Calderini, La Valle Padana e il Ducato di Spoleto

Mario Rotili, La cultura artistica nel Ducato di Benevento

Indice delle illustrazioni

Edizione per conto dell’Avvenire

Le Effemeridi dal 1900 al 2010

Le Effemeridi dal 1900 al 2010

Autore/i: Discepolo Ciro
Editore: Armenia
In appendice le Tavole delle Case e le tabelle per determinare l’ora di Greenwich e l’ora locale delle località estere pp. 708, Milano

Estratto dall’Introduzione

Le effemeridi che vi apprestate ad usare sono state calcolate per le ore zero di Greenwich, per ciascun giorno compreso tra il 10 gennaio 1900 e il 31 dicembre 2010. Essendo destinate all’uso astrologico, sono ovviamente effemeridi geocentriche, ossia che inquadrano le posizioni planetarie secondo orbite viste dalla Terra.
Per mezzo di esse il lavoro di compilazione di un grafico natale viene di molto semplificato ed i risultati sono più precisi di quelli che si possono ottenere con effemeridi non giornaliere….

La Cavalleria nel Mondo Antico

La Cavalleria nel Mondo Antico

Dagli Assiri alle invasioni barbariche
Autore/i: Petitjean Maxime
Editore: 21 Editore
traduzione a cura di Lucia Visonà pp. 258, ill. b/n, Palermo

Quando pensiamo agli eserciti dell’antichità, la prima immagine che ci viene in mente sono le grandi armate di fanteria, gli opliti greci, i legionari romani. Ma in realtà anche la cavalleria ebbe un ruolo importantissimo nella guerra antica. Questo libro segue gli sviluppi della forza equestre attraverso i secoli. Nel mondo greco e a Roma, la cavalleria rappresentò assai spesso la forza in grado di decidere le sorti del combattimento. Essa conobbe un momento di grande splendore durante le campagne di Alessandro il Macedone prima e nel Basso Impero romano poi, grazie all’integrazione di cavalieri di origini diverse che contribuirono a diffondere nuove pratiche belliche. Le innovazioni a livello dell’armamento e dei finimenti assicurarono una sempre maggiore efficacia al combattente a cavallo. Una notevole attenzione viene qui dedicata agli aspetti pratici: l’organizzazione delle unità combattenti, le procedure di arruolamento, la formazione di combattimento dei cavalieri. Non mancano infine le battaglie, dagli scontri dei cavalieri di Sargon contro l’esercito urarteo alla campagna di Alessandro in Oriente, dalle guerre puniche ai combattimenti contro le popolazioni “barbariche” in epoca tardoantica. La ricostruzione delle azioni della cavalleria, attraverso un’attenta analisi dei testi antichi, ci permette di seguire le tattiche messe a punto dai grandi generali dell’antichità e di apprezzare l’incredibile polivalenza delle forze montate.

Città Maya

Città Maya

Autore/i: Ivanoff Pierre
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
Presentazione di Miguel Angel Asturias pp. 192, nn. ill. a colori, Milano

Estratto dalla Presentazione

[…] Le stupende immagini che compongono questo libro ci attestano la potenza di quella civiltà in cui gli artisti, nel momento delle loro creazioni, miracolosamente trascesero l’ambiente, isolandosi dal mondo sensuale che li attorniava: un mondo caldo, profumato, in metamorfosi perenne tra fiori d’inebriante fragranza, balsami, muschi, propizi piuttosto alla dilettazione voluttuosa che al rigore delle discipline mentali. Questi meravigliosi monumenti non attestano solo il progresso artistico di quei popoli, ma anche il livello da essi raggiunto in tutto quanto si riferisce al pensiero filosofico, all’educazione, alla capacità creativa. Grandi scultori, pittori, architetti, dovevano possedere altresì il linguaggio segreto dei simboli, per realizzare appieno l’ideale dell’arte da essi definita la divinizzazione di tutto ciò che è umano e l’umanizzazione di tutto ciò che è divino…

Visualizza indice

Sommario

Presentazione, di Miguel Angel Asturias

Introduzione

Periodo classico

TIKAL

La Città sacra

I periodi storici

Le piramidi

COPAN

Panorama della città

Le stele

QUIRIGUÁ

Blocchi zoomorfi

Notazione del tempo

Struttura I

SEIBAL

DOS POZOS

YAXCHILAN

PALENQUE

L’arte dello stucco

Il Tempio del Sole

I Bassorilievi della Croce e della Croce Fronzuta

Il “Palacio”

Il Tempio delle Iscrizioni

BONAMPAK

Gli affreschi

Un film etnografico

Periodo della Rinascenza

I LIBRI MAYA

CHICHÉN-ITZA

Il Serpente Piumato

Gli edifici

Il Muro dei Crani

Il Gioco della Pelota

Il “Cenote” dei sacrifici

Il Caracol e Chichén Viejo

Puuc e Chenes

MAY APAN

UXMAL

Gli edifici

La maschera di Chac

La Casa delle Tartarughe

Organizzazione sociale e politica

Il popolo

KABAH

La volta maya

Il “Codz Poop” e gli dei

SAYIL, XLAPAK, LABNA

Il suolo e l’agricoltura

Il calendario

Il conto corto

TULUM

L’architettura e gli affreschi

DZIBILCHALTUN

La stele 9

Il Tempio delle Sette Bambole

Appendice

I monumenti nel tempo.

Testimonianze

Schema cronologico

Glossario

Bibliografia

Indice dei nomi

Iniziazione Massonica

Iniziazione Massonica

Autore/i: Wilmshurst Walter Leslie
Editore: Atanòr
Edizione italiana a cura di Luca Ferruzzi pp. 174, ill. b/n, Roma

L’Iniziazione Massonica di Wilmshurst rappresenta un importante contributo alla definizione, l’enunciazione e la storia dei principi filosofici, delle pratiche, dei rituali e delle usanze della massoneria azzurra britannica di fine ottocento; scopo principale dell’autore è quello di investigare il fine ultimo dell’Arte Reale, il significato più profondo della massoneria in quel particolare periodo storico, al di là dei preponderanti aspetti fiilantropici e sociali che in quel tempo la caratterizzavano.
Le fonti mitologiche e arcaiche sulle presunte origini della massoneria, troppo spesso tirate in ballo da autori che il Wilmshurst hanno preceduto, così come da molti che l’hanno seguito, fino ai nostri giorni, vengono parzialmente accantonate per rifarsi a più verificabili e concrete scuole filosofiche e religiose del passato: dai misteri dell’antichità alle credenze ed alle pratiche magiche dei druidi e della madre terra, dal neoplatonismo al cristianesimo passando per l’ebraismo per arrivare ad includere tendenze storiche e sociali che hanno per l’autore in massima parte contribuito a plasmare l’Ordine massonico, fino a dargli i connotati attuali.

Sul Colore

Sul Colore

Autore/i: Scott Kastan David; Farthing Stephen
Editore: Einaudi
Traduzione di Luca Bianco pp. IX-262, ill. a colori, Torino

Le nostre vite sono sature di colore. Viviamo in un mondo di colori vividi, e il colore permea la nostra esistenza psicologica e sociale. Ma proprio a causa dell’ubiquità dei colori, di essi non sappiamo poi molto. Con questo libro, David Scott Kastan e Stephen Farthing offrono un’esplorazione originale e suggestiva di uno degli aspetti piú intriganti e meno compresi dell’esperienza quotidiana. I due autori, rispettivamente un professore di arte e letteratura e un pittore, osservano il colore da diverse prospettive, artistica, letteraria, storica, culturale, antropologica, filosofica, politica e scientifica: da Omero a Goethe e Newton, da Picasso e gli impressionisti al tubino nero di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany. Ogni capitolo, vivace e di ampio respiro, è dedicato a un singolo colore ed esamina i diversi modi attraverso i quali i colori plasmano il nostro immaginario sociale e culturale. Splendidamente illustrato, il volume è una guida intelligente e curiosa a un argomento per sua natura misterioso.

La Lingua dell’Antico Egitto

La Lingua dell’Antico Egitto

Autore/i: Ciampini Emanuele
Editore: Hoepli
pp. 322, Milano

Legata alla cultura faraonica e sua espressione diretta, la lingua egiziana classica costituì per secoli un modello ideale di comunicazione: una lingua nata dal parlato, poi cristallizzatasi come parte integrante della cultura del testo scritto. L’egiziano classico fu usato dall’amministrazione, ma espresse anche una vasta produzione letteraria che si fece segno distintivo dell’Egitto faraonico. Fortemente connessa alla scrittura geroglifica, questa lingua seppe farsi espressione di identità culturale, prima ancora che nazionale, e la sua riscoperta ha quindi aperto le porte di un mondo antico, affascinante, ma certo non staccato dalla realtà storica. Questo volume si muove nella documentazione antica seguendo un percorso che è soprattutto culturale, e non solo grammaticale, per fornire ampie prospettive a chi si accosti allo studio dell’antica lingua dei faraoni. L’inquadramento storico-culturale è la premessa alla trattazione grammaticale, mentre la crestomazia mette a disposizione del lettore documenti di varia natura ed epoca, compresa una scelta di materiali tardi con fenomeni di ’crittografia’. L’apparato didattico comprende una serie di supporti (esercizi con relative soluzioni, lista dei segni, glossario egiziano-italiano) che consentono di acquisire una progressiva familiarità con la lingua e la scrittura.

L’Olfatto

L’Olfatto

Cognizioni antiche e recenti
Autore/i: Fortunato V.; Niccolini P.
Editore: Istituto Farmacoterapico Italiano
pp. 696, tavv. a colori f.t, ill. b/n, Roma

Estratto dal testo

L’olfatto, insieme col gusto, costituisce il particolare gruppo dei cosi detti sensi chimici, di quelli cioè che specificamente reagiscono allo stimolo provocato dalle più disparate sostanze, reagendo in modo diverso a ciascuna di esse, e dando cosi contezza al soggetto percipiente delle variazioni della composizione ambientale. La scarsità di studi estesi che si possono incontrare nella letteratura in merito a questi sensi chimici, più che rivelare uno scarso interesse che essi hanno saputo destare, va attribuita a particolari difficoltà, che hanno impedito di penetrare con frutto la intimità di questi sensi, i quali, pur apparendo a prima vista, almeno anatomicamente, molto più semplici di quelli destinati a percepire stimoli vibratori, in pratica nascondono una delicatezza di sensibilità, che non ci perde affatto nel confronto con la vista e con l’udito.
Nella presente pubblicazione, nella quale abbiamo avuto per lo meno il desiderio di riuscire il più completi possibile nei riferimenti, si è creduto che non riuscisse inutile uno sguardo, sia pure sommario, al progressivo sviluppo dell’olfatto nella serie dei viventi, molto più che, a differenza di tanti altri apparati, esso mostrerà un crescendo continuo di perfezionamento, che però ad un certo punto si interromperà bruscamente per retrocedere al passaggio dai mammiferi macrosmatici all’uomo. Avvezzi a conoscere l’uomo sempre al sommo della scala delle perfezioni, fa stridente contrasto questo apparato, che ad un certo punto retrocede nelle sue complicazioni e nei suoi perfezionamenti….

I Papiri del Mar Morto

I Papiri del Mar Morto

Autore/i: Pallante Giorgio
Editore: De Vecchi
pp. 224, ill. a colori f.t, Milano

Estratto dalla Introduzione

La scoperta dei “rotoli” del Mar Morto può sembrare lo scherzo malizioso giocato da uno gnomo burlone ai paludati e seri uomini della scienza.
Tutto quanto concerneva la storia dei primi due secoli anteriori all’era cristiana e del secolo successivo sembrava ormai definitivamente, anche se incompiutamente, accertato. Ogni fatto, ogni data, ogni nome di personaggio rientrava perfettamente nel regolare mosaico che gli storici, fino al 1947, avevano composto circa il predetto periodo dell’evo antico. Tanto più che, relativamente ai fatti avvenuti durante i succitati secoli, non si avevano documenti originali dell’epoca, ma solo scritture di seconda mano in ebraico, risalenti al IX secolo d.C., e sembrava ormai non più possibile rinvenire testi anteriori a tale data.
Ma, a un tratto, una capra che fugge, un pastore che, stanco di inseguirla, si pone per divertimento a lanciare sassi dentro una grotta, portano lo scompiglio fra gli studiosi di storia ebraica, ellenistica e romana.
Oggetti strani, manoscritti ricettati inutilmente per anni da valenti archeologi, costruzioni impreviste, sorprendenti raccolte di resti di animali vengono alla luce negli anni fra il 1947 e il 1967 e turbano, come già si è accennato, le concezioni storiche, sociali e politiche che si avevano di quei lontanissimi tempi….

La Falsa Inimicizia

La Falsa Inimicizia

Guelfi e ghibellini nell’Italia del Duecento
Autore/i: Grillo Paolo
Editore: Salerno
pp. 168, Roma

Nel lessico politico e giornalistico attuale l’espressione “guelfi e ghibellini” è utilizzata per indicare una contrapposizione violenta e insanabile tra chi professa idee diverse. Alimentato da una rete di rimandi letterari che comprende la vita di Dante e la tragedia di Romeo e Giulietta, il riferimento dovrebbe essere alle parti che a cominciare dal XIII secolo divisero l’Italia comunale tra fautori della Chiesa e sostenitori dell’Impero e si batterono per la supremazia sulla penisola. Era davvero cosí? I termini “guelfi” e “ghibellini” rimandavano a due fazioni coerenti, ideologicamente connotate e contrapposte o erano piuttosto casacche da indossare e togliere a seconda delle convenienze del momento? Una serrata indagine sulle fonti dell’epoca fornisce un ritratto dell’Italia politica del Duecento molto diverso da quello tracciato abitualmente.

Villa Diodati Files. Il Primo Frankestein (1816-17)

Villa Diodati Files. Il Primo Frankestein (1816-17)

Autore/i: Shelley Mary; Percy Shelley Bisshe
Editore: Nova Delphi
A cura di Fabio Camilletti.
Prefazione di Franco Pezzini.
Introduzione di Danilo Arona.
Postfazione di Cecilia Muratori. pp. 420, ill. b/n, Roma

Esistono molti Frankenstein. C’è l’edizione definitiva del 1831, la più nota. C’è quella del 1823 curata da William Godwin, padre di Mary Shelley. C’è la prima edizione del 1818, scritta da Mary ma profondamente rivista da suo marito Percy. E c’è, infine, il primo Frankenstein: il testo scritto da Mary, e da Mary sola, fra il 1816 e il 1817, e che qui proponiamo per la prima volta in lingua italiana. Composto tra la Svizzera e l’Inghilterra, sullo sfondo di un’Europa devastata dalla guerra, dal gelo e dalla carestia, il primo Frankenstein è il frutto più immediato degli incubi e delle ossessioni di Villa Diodati: un testo scarno, diretto e disperato, un’opera in cui non esiste morale e in cui nulla è certo. Tutti gli scritti legati alle “fatidiche notti dell’estate 1816”, animate dai coniugi Shelley, da Byron e da Polidori, vengono ricostruiti filologicamente nei due volumi di Villa Diodati Files per condurvi direttamente negli archivi dell’immaginario.

Rāmāyaṇa – Vol. II Āraṇakāṇḍa, Kiṣkiṇḍhyākāṇḍa, Sundarakāṇḍa

Rāmāyaṇa – Vol. II Āraṇakāṇḍa, Kiṣkiṇḍhyākāṇḍa, Sundarakāṇḍa

Il grande poema epico della mitologia indiana
Autore/i: Anonimo
Editore: Mimesis
A cura di Saverio Sani, Carlo Della Casa, Vincenzina Mazzarino, Agata Pellegrini, Tiziana Pontillo.
Introduzione di John Brockington pp. 552, Milano-Udine

Insieme al Mahābhārata, il Rāmāyaṇa è non solo una delle più antiche epopee della mitologia indiana, ma anche uno dei testi sacri più importanti della tradizione religiosa e filosofica del subcontinente. In India è considerato un’opera degna di devozione e rispetto, alla stregua della Bibbia in Occidente. Il nucleo originario del poema è databile tra il VI e il III secolo a.C. e narra l’epopea del principe Rāma, ingiustamente esiliato dalla sua patria e privato della sua sposa. Condotta a partire dalla storica edizione di Gaspare Gorresio, fondatore nell’Ottocento dell’indologia italiana, questa traduzione si presenta in tre volumi con note critiche e glossario curati da alcuni dei più autorevoli indologi contemporanei.

Rāmāyaṇa – Vol. I Ādikāṇḍā, Ayodhyākāṇḍā

Rāmāyaṇa – Vol. I Ādikāṇḍā, Ayodhyākāṇḍā

Il grande poema epico della mitologia indiana
Autore/i: Anonimo
Editore: Mimesis
A cura di Saverio Sani, Carlo Della Casa, Vincenzina Mazzarino, Agata Pellegrini, Tiziana Pontillo.
Introduzione di John Brockington pp. 506, Milano-Udine

Insieme al Mahābhārata, il Rāmāyaṇa è non solo una delle più antiche epopee della mitologia indiana, ma anche uno dei testi sacri più importanti della tradizione religiosa e filosofica del subcontinente. In India è considerato un’opera degna di devozione e rispetto, alla stregua della Bibbia in Occidente. Il nucleo originario del poema è databile tra il VI e il III secolo a.C. e narra l’epopea del principe Rāma, ingiustamente esiliato dalla sua patria e privato della sua sposa. Condotta a partire dalla storica edizione di Gaspare Gorresio, fondatore nell’Ottocento dell’indologia italiana, questa traduzione si presenta in tre volumi con note critiche e glossario curati da alcuni dei più autorevoli indologi contemporanei.

Rāmāyaṇa – Vol. III Yuddhakāṇḍa, Uttarakāṇḍa e Glossario

Rāmāyaṇa – Vol. III Yuddhakāṇḍa, Uttarakāṇḍa  e Glossario

Il grande poema epico della mitologia indiana
Autore/i: Anonimo
Editore: Mimesis
A cura di Saverio Sani, Carlo Della Casa, Vincenzina Mazzarino, Agata Pellegrini, Tiziana Pontillo.
Introduzione di John Brockington pp. 690, Milano-Udine

Insieme al Mahābhārata, il Rāmāyaṇa è non solo una delle più antiche epopee della mitologia indiana, ma anche uno dei testi sacri più importanti della tradizione religiosa e filosofica del subcontinente. In India è considerato un’opera degna di devozione e rispetto, alla stregua della Bibbia in Occidente. Il nucleo originario del poema è databile tra il VI e il III secolo a.C. e narra l’epopea del principe Rāma, ingiustamente esiliato dalla sua patria e privato della sua sposa. Condotta a partire dalla storica edizione di Gaspare Gorresio, fondatore nell’Ottocento dell’indologia italiana, questa traduzione si presenta in tre volumi con note critiche e glossario curati da alcuni dei più autorevoli indologi contemporanei.

Il MIstero di Cagliostro e il Sistema Egiziano

Il MIstero di Cagliostro e il Sistema Egiziano

Autore/i: Gentile Carlo
Editore: BastogiLibri
pp. 214, Roma

È la nuova edizione del libro di Carlo Gentile pubblicato per la prima volta nel 1980. Si tratta di un’opera di notevole valore storico ed iniziatico, nella quale l’autore ha ricostruito tutta la vicenda umana e spirituale di questo famoso personaggio che nella seconda metà del Settecento passò dalla gloria e dai fasti della Corte di Francia alla Fortezza di San Leo, dove morì dopo una lunga prigionia. Giuseppe Balsamo, principe di Cagliostro, è una figura emblematica, la cui vita avventurosa e tragica ancora oggi incuriosisce e affascina lettori e studiosi. Il volume è completato dai rituali massonici del Rito Egiziano, creato dallo stesso Cagliostro.

Discorsi Ascetici

Discorsi Ascetici

Autore/i: Isacco Di Ninive
Editore: Esd
Testo greco a fronte.
Testo critico di Marcel Pirard.
Introduzione, traduzione, note, bibliografia, glossario e appendice di Maria Benedetta Artioli pp. 1120, Bologna

Isacco nacque all’inizio del VII sec. nella regione del Bet Qatraye, nell’attuale Qatar, sul Golfo Persico. É un monaco siro, detto “di Ninive” perché fu vescovo di questa città per soli cinque mesi. Visse in un secolo travagliato e fecondo: mentre nuovi popoli invadevano queste zone e tante penose divisioni scuotevano la Chiesa siro-orientale, monaci santi e dotti dettavano profondi testi spirituali e partivano missionari verso la Cina. Isacco ebbe molti discepoli. In vecchiaia divenne cieco per la fatica dovuta alle lunghe letture. Fu accolto nel monastero di Rabban Shabur e qui morì.

I Discorsi ascetici hanno contribuito alla formazione di generazioni di cristiani, laici e monaci, fino a oggi: ad esempio san Filippo Neri e Dostoevskij li leggevano abitualmente. Hanno un valore storico e spirituale incomparabile. Tanti sono i temi trattati. Segnaliamo solo la meditazione della Bibbia e la misericordia. «Dedicati alla lettura delle Scritture: essa ti indicherà come sono sottili le vie della contemplazione […] anziché la confusione delle realtà esteriori, la Scrittura offre all’anima materia per le diverse forme di preghiera. La continua meditazione delle Scritture riempie l’anima di inconcepibile stupore e gioia divina». «Segui la misericordia. Quando si trova dentro di te, essa riproduce in te quella santa bellezza, della quale riceverai la somiglianza. Il carattere universale della misericordia opera nell’anima la comunione con Dio […] Non vi è altra via per giungere all’amore spirituale, che riproduce in noi l’invisibile icona: cominciare dalla compassione, dalla misericordia».

Testo critico greco e a fronte traduzione italiana, la prima in assoluto.

Filosofia dell’India

Filosofia dell’India

Introduzione alla storia e allo sviluppo del pensiero filosofico indiano
Autore/i: Glasenapp Helmuth Von
Editore: Societa Editrice Internazionale
Traduzione di Barbarina Fracca e Giulio Gatti pp. XV-458, Torino

NOTE PRELIMINARI

La storia della filosofia indiana ha su quella occidentale due vantaggi: il primo sta nel fatto che i suoi inizi si possono far risalire a periodi del passato in cui in Europa non è possibile riscontrare alcun documento letterario. Il secondo è nel carattere d’impersonalità e d’obbiettività, dovuto al suo manifestarsi come storia di idee e sistemi filosofici paralleli o derivanti uno dall’altro, che lascia in secondo piano le figure individuali dei vari pensatori. Essa, perciò, può venir riassunta facilmente in poco spazio e in forma ben ordinata: tutto il contrario di ciò che avviene con la sua sorella europea, il cui destino è stato quello d’una via tortuosa e difficile. D’altro canto, però, la mancanza di dati cronologici precisi, impedisce una datazione esatta al punto di non poter determinare con sicurezza l’epoca di redazione di molte delle opere più importanti, neppure riguardo al secolo. Ciò premesso, all’attuale stato della ricerca, non è ancora possibile dividerne lo sviluppo in periodi di minor respiro e perciò dovremo contentarci di prendere, come misura di suddivisione, un periodo di almeno duecentocinquant’anni. Questo intervallo, misurato con metro europeo, potrà sembrare eccezionalmente lungo: esso però, almeno per quanto concerne l’inquadramento delle opere, la cui presumibile impostazione cronologica oscilla tuttora di secoli, ha il vantaggio di non incappare in troppi errori, che dovrebbero poi essere rettificati da una più precisa determinazione cronologica futura…

Cronaca e Storia dei Concili

Cronaca e Storia dei Concili

Autore/i: Cappelli Salvato
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
pp. 462, Milano

Cronaca e storia dei Concili illustra gli avvenimenti e i dibattiti dei Concili Ecumenici e dei Sinodi nazionali e regionali tenutisi dalla morte di Cristo ad oggi. É una narrazione avvincente come un romanzo e nel medesimo tempo rigorosamente documentata, di sorprendente lettura anche per chi possiede una buona conoscenza della storia della Chiesa. Leggendo quest’ opera ci si rende conto che la cultura cristiana non ha mai dimenticato, né svuotato di contenuto, né sottovalutato alcun tema riguardante l’uomo, ma che anzi gli ha sempre attribuito le piu alte significazioni.

Rivista di Studi Tradizionali – N. 52 Gennaio-Giugno – 1980

Rivista di Studi Tradizionali – N. 52 Gennaio-Giugno – 1980

Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni Studi Tradizionali
pp. 64, Torino

Sommario

R. GUÉNON – Le prove iniziatiche

G. MANARA – Quale «operatività»? (Su un articolo della Rivista Massonica; da Von Sebottendorf a «Feirefiz»)

P. NUTRIZIO – La scienza massonica e le scienze profane

B. ROVERE – Considerazioni sul simbolismo del rivolgimento nella Divina Commedia

LEGGE DI MANU – LIBRO SECONDO (fine)

RECENSIONI

«Inchiesta sul nuovo misticismo»

Il Manoscritto Voynich

Il Manoscritto Voynich

Il codice più misterioso ed esoterico al mondo
Autore/i: Anonimo
Editore: Bompiani
Prefazione di Stephen Skinner. Postfazione di Rafal T. Prinke e René Zandbergen pp. XV-152, ill a colori, Milano

Quando Umberto Eco visitò la Beinecke Library dell’Università di Yale, l’unico manoscritto della collezione che chiese di sfogliare fu il “Voynich”. Dal 1912, anno in cui Wilfrid Voynich, un mercante di libri rari di origini polacche, lo acquistò dai gesuiti di Villa Mondragone, vicino a Frascati, schiere di studiosi, linguisti, filologi e criptologi – persino esperti della Nasa e un software di intelligenza artificiale – hanno cercato di risolvere l’arcano di questo codice impenetrabile risalente alla prima metà del XV secolo. Questa edizione, che è una riproduzione fotografica facsimilare, realizzata per ricreare l’esperienza di sfogliare l’originale “Manoscritto Voynich”, invita i lettori a lasciarsi catturare dai caratteri indecifrabili e dalle bizzarre illustrazioni di piante, astri, figure femminili enigmatiche e diagrammi cosmologici. Il commento che chiude il volume racconta l’incredibile viaggio di questa singolare opera attraverso la storia e le chiavi interpretative a oggi proposte per illuminare il fitto mistero che la avvolge.

Il Sapore della Gloria

Il Sapore della Gloria

Autore/i: Mishima Yukio
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
Traduzione dall’originale giapponese di Mario Teti.
Postfazione di Maurizio Cucchi pp. 212, Milano

Pubblicato nel 1963, e appartenente dunque alla piena maturità esistenziale e stilistica dello scrittore, Il sapore della gloria si presenta, a prima vista, come una storia di adolescenze torbide e inquiete, su una linea «occidentale» che va da Gide a Moravia. Ma a questo nucleo tematico s’aggiunge ben presto, intrecciandosi ad esso in modo sottilmente inestricabile, quello – tipico di Mishima – della ricerca amara, disperata, esaltante della perfezione del proprio corpo e del proprio destino. Una ricerca che non può non concludersi tragicamente, sia che la morte assuma i modi della volontarietà e della «bellezza» rituale (come fu, nella realtà, per lo stesso Mishima), sia che giunga per mano altrui quale epilogo oggettivamente ineluttabile di un peccato (o presunto tale) di viltà e di omissione: di abdicazione alla «gloria», appunto. L’intersecarsi, ansiosamente problematico e al tempo stesso gelidamente fatale, dei due temi portanti avviene, nel romanzo, con la tempestività, l’esattezza, l’assenza di indugi e di sprechi che ritroviamo a colpo sicuro soltanto nei capolavori. Come ha osservato Maurizio Cucchi nella sua postfazione, Il sapore della gloria è una di quelle rare macchine, o macchinazioni, narrative in cui «tutti i conti tornano», in cui la levigata precisione dell’intreccio e della scrittura nasconde e rivela, in trasparenza, abissi di profondità, di violenza e d’orrore.

Hitler e il Nazismo Magico

Hitler e il Nazismo Magico

Le componenti esoteriche del Reich millenario
Autore/i: Galli Giorgio
Editore: Bur
pp. 304, Milano

Perchè Hitler ha attaccato la Polonia con la ferma convinzione che l’Inghilterra e la Francia non sarebbero intervenute, trasformando così una guerra, che doveva essere limitata, in un conflitto prima europeo e poi mondiale? Domanda inquietante, alla quale gli storici hanno cercato di dare risposte che sono risultate insoddisfacenti in quanto cercavano di individuare una logica in comportamenti che sembravano del tutto estranei alla logica. Si è ricorsi quindi a una spiegazione di comodo, capace di tranquillizzarci per la sua apparente ragionevolezza: Hitler era pazzo, e nella sua follia aveva trascinato con sé una nazione.
Ma se abbiamo il coraggio di rinunciare a esorcismi di comodo, accettando la possibilità che Hitler e il nazismo avessero una logica e una cultura che in parte non sono quelle nostre, allora tutto si ricompone e ogni azione, per quanto insensata possa apparirci, trova una sua giustificazione. In questo libro Giorgio Galli ci dimostra come alcune radici culturali del nazismo affondino profondamente in quegli antichi modi di conoscenza (magia, occultismo, esoterismo, astrologia e alchimia) che erano stati sconfitti, ma non cancellati, dal pensiero scientifico del ’500 e del ’600 e dall’Illuminismo. Un libro affascinante che dimostra come una grande nazione europea in pieno XX secolo abbia potuto in parte accettare una cultura che quella ufficiale e accademica si ostina ancora a definire «irrazionale».

Saladino

Saladino

Il più puro eroe dell’Islam
Autore/i: Champdor Albert
Editore: Aldo Martello
Unica traduzione autorizzata di Ferdinando Visconti di Modrone pp. 350, Milano

Con Saladino s’inizia per l’Islam un’era gloriosa. Uomo d’azione, prestigioso condottiero, sagace amministratore, egli si dedicò al lavoro con la massima assiduità. Benchè preferisse alla vista dei campi di battaglia e alle cavalcate marziali le pacifiche discussioni teologiche e non avesse mai dimostrato particolari attitudini per il mestiere delle armi, la sua strada gli apparve ben chiara: ristabilire la fede minuita in Egitto, imporre a tutti il più rigido rispetto della legge, combattere senza tregua i Cristiani, assicurare il potere proprio e quello della sua tribù, realizzare una grandiosa politica di ricostruzione. Seppe colpire al momento opportuno, approfittando di ogni errore commesso dai suoi avversari. Tutta la sua politica non fu altro che azione, un’azione condotta senza tregua, sebbene senza crudeltà. All’età di trentacinque anni Saladino salì sul trono d’Egitto, fondandovi la dinastia degli Ayubiti. Un sangue nuovo, un sangue curdo rigenerava l’Islam. Entrando nella storia, colui che venne definito «il più puro eroe dell’Islam» si accingeva a dimostrarsi degno della sua gran parte sulla scena del mondo. Da quel momento gli Stati Latini del Levante si sarebbero trovati a lottare non più contro uno dei tanti, insignificanti sovrani orientali, incapaci di gestire gli interessi storici che eran loro affidati, bensì contro un esperto e temibile uomo politico.

Grandezza e Limiti del Pensiero di Freud

Grandezza e Limiti del Pensiero di Freud

Autore/i: Fromm Erich
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
Traduzione di Francsco Saba Sardi pp. 204, Milano

Sotto il trasparente pretesto di una critica della psicoanalisi, Grandezza e limiti del pensiero di Freud costituisce una coerente summa del pensiero di Fromm: una resa dei conti con la matrice freudiana, ma insieme il perentorio richiamo alla necessità, intuita da Freud – e in questo va vista essenzialmente la sua «grandezza» -, di «privare l’uomo dell’orgoglio per la propria razionalità», andando alle radici e scoprendo che il pensiero conscio spesso vela i nostri pensieri e sentimenti inconsci, e pertanto «nasconde la verità». Se la scoperta di Freud, vale a dire un metodo per giungere alla «verità» al di là di ciò che un individuo crede sia la verità, era rivoluzionaria non meno dell’interpretazione di Marx dell’ideologia borghese (e Fromm sottolinea di continuo il parallelismo), d’altro canto i suoi «limiti» sono individuabili, nell’obbedienza, del resto inevitabile date le premesse sociali e culturali, allo scientismo della sua epoca, alla visione paternalistica della società e all’illusione acritica che l’essere umano potesse venire ridotto a un coacervo di istinti, secondo una visione miopemente pansessualistica.

Freud, argomenta Fromm, ha straordinariamente ampliato il concetto di verità, mostrando che non è solo «ciò che credo consciamente, ma anche ciò che reprimo perché non voglio pensarci». Ma, fatta questa premessa, e in polemica indiretta con certe correnti, come la lacaniana, che esigono il ritorno a un’interpretazione letterale del freudismo, Fromm critica spietatamente il suo maestro, dimostrando il carattere gerarchico della concezione di un «es» (le masse) sottoposto al controllo dell’«io» (l’élite razionale), l’inconsistenza del «complesso di Edipo», gli errori connessi alla concezione del transfert e la povertà dell’interpretazione freudiana dei sogni, che tiene conto solo del loro «contenuto» e mai della loro «forma». Il dinamismo che costituisce comunque l’essenza del pensiero di Freud è stato però completamente cancellato dai suoi epigoni, gli psicoanalisti, così come il «pensiero critico» di Marx è stato completamente soffocato e spento dai marxisti e dal «socialismo reale». Gli psicoanalisti hanno «fatto proprie le tendenze del pensiero borghese»: la nevrosi, per essi, è il risultato della mancata soddisfazione sessuale frutto della repressione, e così – Reich alla testa – si è celebrato il trionfo del consumismo sotto specie erotica. Sconfiggere la repressione, afferma invece Fromm, significa riaffermare che «è la verità che fa liberi», con Giovanni e con Buddha, con Socrate e con Spinoza, con Hegel e con Marx. È questa la grande, serena, limpida e inequivocabile «lezione» di Fromm: l’illusione, cioè l’ignoranza, è, insieme con l’odio e la brama di possesso, uno dei mali di cui ci si deve liberare, pena altrimenti il permanere in una situazione di cupidigia, che comporta inevitabilmente la sofferenza. Perché, come ha detto Marx, «si devono distruggere le proprie illusioni al fine di cambiare le circostanze che richiedono illusioni».

La Vita e l’Opera di Albrecht Dürer

La Vita e l’Opera di Albrecht Dürer

Autore/i: Panofsky Erwin
Editore: Abscondita
Traduzione di Carlo Basso pp. 544, 325 tavv. b/n, Milano

«Fu in Germania che, nel Quattrocento, l’invenzione della stampa, dell’incisione e della xilografia fornì al singolo la possibilità di diffondere le proprie idee in tutto il mondo. Proprio mediante le arti grafiche la Germania assurse al ruolo di grande potenza nel campo artistico, grazie principalmente all’attività di un artista che, benché famoso come pittore, divenne una figura internazionale solo per le sue doti di incisore e xilografo: Albrecht Dürer. Le sue stampe per più di un secolo costituirono il canone della perfezione grafica e servirono da modelli per infinite altre stampe, come pure per dipinti, sculture, smalti, arazzi, placche e porcellane, non solo in Germania, ma anche in Italia, in Francia, nei Paesi Bassi, in Russia, in Spagna e, indirettamente, persino in Persia.

L’immagine di Dürer, come quella di quasi tutti i grandi, è cambiata secondo l’epoca e la mentalità in cui si è riflessa, ma sebbene le qualità distintive della sua innegabile grandezza furono variamente definite, questa grandezza fu riconosciuta subito e mai messa in dubbio».

Libreria ASEQ s.r.l. - Via dei Sediari, 10 - 00186 Roma - Tel. 06 6868400 - Partita IVA 08443041002