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Storia degli Ebrei Italiani Sotto il Fascismo

di
Editore: Einaudi
Prezzo: € 38,00

Informazioni: Quarta edizione riveduta e ampliata - pp. XX-648,
Stampato: 1988-01-01
Codice: 978880634322

L'ebraismo italiano ha avuto e ha indubbiamente tutta una serie di sue peculiarità, e, pertanto i suoi rapporti e il suo comportamento con il fascismo hanno avuto ben precisi caratteri. Esso ha avuto però altrettanto indubbiamente con il fascismo dei rapporti ed un comportamento che possono dirsi tipici. In un certo senso, l'ebraismo è stato una piccola grande città, con i suoi interessi ed i suoi maggiorenti, i suoi istituti amministrativi, i suoi rapporti con il resto del paese e con l'estero, la sua vita politica e sociale. Ed il fascismo, prima di imboccare la strada della persecuzione (e in un certo senso anche dopo), si è comportato con esso in una maniera anch'essa tipica: diffidenza verso le vecchie strutture e i vecchi uomini, tentativo di sfruttarlo ai suoi fini (e controtentativo di essere a sua volta sfruttato per altri fini), azione periferica di fascistizzazione e quindi azione diretta al «centro» per impadronirsene. Senza dire poi che la persecuzione antisemita scatenata nel 1938 da Mussolini è stata una delle tappe più significative della storia del fascismo sia da un punto di vista ideologico che da quello politico. Con essa il fascismo divorziò pubblicamente dal popolo italiano, dalla sua mentalità, dalle sue tradizioni, dalla sua storia.
Renzo De Felice si è appunto proposto con questo volume d'illuminare in maniera esauriente ed organica l'intima natura dei rapporti tra ebraismo e fascismo. A tale scopo egli si è fondato in larga misura su di una vasta documentazione inedita, vagliando con scrupolo scientifico documenti d'archivio, testimonianze ufficiali e private, lettere e carteggi spesso dimenticati o ignorati. Ne è nato un «libro coraggioso e importante» - come osservava Delio Cantimori nella prefazione alla prima edizione del volume, uscita nel 1961, - «una trattazione spregiudicata e senza pateticità». Se «l'esecrazione per certi fenomeni è doverosa», osservava allora Cantimori, «l'amplificazione di essa a scopo educativo rischia di porsi sul piano emotivo e irrazionale». Più utile e istruttivo sembrava a Cantimori l'approccio «freddamente analitico» scelto da De Felice.
A distanza di più di venticinque anni dalla prima stesura di queste pagine, mentre il dibattito storiografico sul fascismo e sulle sue peculiarità si fa sempre più vivace, arricchendosi di nuovi e inusitati contenuti polemici, De Felice riprende, in questa nuova edizione riveduta e ampliata, il senso delle osservazioni di Cantimori, e sottolinea, contro un «certo ancor diffuso moralismo», la validità di una ricostruzione analitica che si basi su «giudizi critici di tipo storico».

Il volume è disponibile in copia unica

Libro che può recare eventuali tracce d'uso.

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